Dimezzati gli esuberi, la promessa di 100 milioni di euro di investimenti e presenza di Electrolux confermata in Italia. La trattativa serrata tra il gruppo svedese, il governo e i sindacati ha portato a uno sblocco nella nottata tra martedì e mercoledì. «L’intesa raggiunta su Electrolux rappresenta un passo importante nell’impegno per la tutela dell’industria italiana e dei livelli occupazionali», ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Un risultato significativo per i lavoratori coinvolti e per il futuro industriale dell’Italia. Il Governo continuerà a vigilare affinché tutti gli impegni assunti vengano rispettati».
Quello ottenuto nella trattativa con il colosso svedese - che partiva dalla chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, ed esuberi per 1.719 addetti - è un significativo miglioramento delle condizioni. In primis, come si accennava, sul fronte dei tagli alla forza lavoro: sostanzialmente dimezzati a 902 e con la differenza che saranno solo esodi volontari e incentivati nei prossimi tre anni, con il supporto degli ammortizzatori sociali. La produzione italiana scenderà indicativamente dell’11%, da 3,6 a 3,2 milioni di elettrodomestici annui, ma a questo si accompagna una promessa per investimenti da 100 milioni a garanzia di una continuità produttiva, la competitività e l’innovazione. L’accordo prevede inoltre il mantenimento in Italia delle attività di ricerca e sviluppo, acquisti, ingegneria, qualità, IT e vendite, comprese alcune strutture di Pordenone e Assago. «Abbiamo raggiunto l’obiettivo: un accordo che tutela i lavoratori e salvaguarda tutti gli stabilimenti di Electrolux in Italia», è stato il commento del ministro del Made in Italy Adolfo Urso. Soddisfazione condivisa allo stesso modo dalle sigle sindacali: «Esprimiamo soddisfazione per il risultato raggiunto, frutto di quasi sei mesi di mobilitazione dei lavoratori», hanno sottolineato Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Ugl metalmeccanici. Adesso la palla passa agli addetti degli stabilimenti di Electrolux: nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee per illustrare i contenuti dell’intesa, che sarà sottoposta al referendum dei lavoratori.
Il sindaco di Frosinone, Alessandro Basso, ha ringaziato il governo, il ministero delle imprese e il ministro Luca Ciriani per aver ottenuto la salvaguardia dello stabilimento di Porcia. Il quale però invita l’Europa a fare un passo avanti: serve «il riconoscimento dell’elettrodomestico come comparto strategico e regole di concorrenza più eque: la difesa della nostra manifattura passa anche da Bruxelles». L’appello guarda alla tutela dell’industria domestica dalla concorrenza cinese e di ridurre gli svantaggi competitivi delle industrie europee. Uno degli handicap più grandi - e addotto da Electrolux come giustificazione per chiudere stabilimenti - è il costo dell’energia, che in Italia è da record nell’Ue. Chiusure e tagli che, in realtà, stonavano con un utile delle attività italiane di quasi 20 milioni di euro nel 2025.
