Falco o colomba, quale sarà il futuro della banca centrale europea? Dopo che la scorsa settimana Christine Lagarde ha annunciato che il 7 febbraio dirà addio alla guida della Bce, con ben nove mesi d’anticipo rispetto alla fine del suo mandato, ora si apre la corsa per la sua successione.
Ieri, il presidente dell’Eurogruppo, il greco Kyriakos Pierrakakis, ha messo il piede sull’acceleratore dicendo che i 21 Paesi dell’eurozona hanno tempo fino a venerdì per presentare le candidature, che verranno poi discusse il 9 novembre, durante il confronto tra ministri delle finanze. Per la scelta al Consiglio dell’Ue serve la maggioranza qualificata rafforzata, ovvero il sostegno di almeno 16 su 21 Paesi dell’Eurozona, rappresentativi del 65% della popolazione.
L’addio anticipato di Lagarde non arriva come una sorpresa, sono mesi ormai che se ne parla e, di conseguenza, i nomi dei suoi possibili successori non mancano. In pole position per l’Eurotower ci sono due ex governatori di banche centrali: l’olandese Klaas Knot e lo spagnolo Pablo Hernandez de Cos, sostenuti dai rispettivi governi. I due rappresentano due sensibilità opposte nella politica monetaria, per quanto ritenuti entrambi pragmatici e capaci di costruire consenso: Knot è tradizionalmente considerato un falco, più attento ai rischi dell’inflazione, mentre De Cos è ritenuto più vicino alle posizioni delle colombe, favorevoli a una politica monetaria meno restrittiva. La presidenza è però solo uno dei ruoli messi in palio per la Bce, la successione di Lagarde si inserisce infatti in una partita ben più ampia. A partire dal 3 gennaio sarà la tedesca Isabel Schnabel a lasciare la banca centrale per il Fmi. Poi da maggio si aprirà anche la poltrona di capo economista - al momento in mano dell’irlandese Philipe Lane. E questa volta la lotta sembra essere tra Parigi e Berlino, con la prima disposta a supportare Knot in cambio dell’incarico.
