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Politica economica

Ex Ilva, commissari in campo: “Gli impianti non chiudono”

Previsti contratti per produrre per conto terzi e rientro graduale dalla Cig

La crisi dell'acciaio L'impianto dell'ex Ilva a Taranto

Nel bel mezzo delle proteste sindacali che da giorni interessano gli stabilimenti ex Ilva, i commissari straordinari scendono in campo per chiarire che gli stabilimenti «di Taranto e di Genova continuano a produrre» e che lo stabilimento di Novi Ligure non sarà soggetto a chiusura.

Per questo, aggiungono «è stato attivato un piano di intervento volto a contenere gli effetti della contrazione produttiva, salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali e tutelare l’indotto». Insomma, il decreto di martedì è un salvagente in attesa della Cassazione. Non una pietra tombale sul processo produttivo che, anzi, al momento è stato salvato, grazie alla norma sul pre-riscaldo.

I commissari hanno quindi chiarito di aver avviato con alcune principali imprese siderurgiche italiane un accordo per l’attività di laminazione conto terzi. L’attività ha già portato alla sottoscrizione, con tre società, di ordini per la laminazione di circa 365.000 tonnellate di bramme. Conseguentemente, è stato già richiamato il personale degli impianti marittimi e del trasporto ferroviario. Il programma prevede il richiamo dalla Cigs di un’altra parte dei lavoratori tra novembre e dicembre. Una seconda fase è programmata, poi, dal 7 gennaio 2027 per tutto il mese, «e si sta lavorando per ampliare gli ordini e definire accordi con altri operatori per l’intero primo semestre 2027».

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