Due anticipazioni sulla legge di Bilancio e una ricetta da chef per raccontare le ultime ore di lavoro sui conti. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha scelto il Forum di Moneta, organizzato a Roma con la collaborazione di Teha e aperto dai saluti del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, per scoprire alcune carte della manovra che oggi approderà in Consiglio dei ministri. Rispondendo al direttore del Giornale Tommaso Cerno, il titolare del Mef ha confermato che «ci sarà una misura fiscale per i giovani sotto i 30 anni», la cosiddetta mini-Irpef. Alla domanda sull’estensione a redditi più alti della flat tax per gli autonomi ha poi risposto con un sorriso: «Se mi vuole estorcere... tendenzialmente sì».
Le nuove generazioni sono il filo conduttore. «Tiriamo fuori qualcosa per i giovani che lavorano, se mi chiedi cosa avrei fatto di più, avrei fatto di più su di loro se ci fosse stata la possibilità», ha ammesso Giorgetti. La logica è chiara: «Dobbiamo creare le condizioni perché i giovani abbiano non solo voglia di lavorare ma il coraggio di intraprendere, c’è bisogno di nuovi imprenditori». Senza dimenticare il ceto medio: «È chiaro che abbiamo un problema del ceto medio non soltanto in Italia, è dappertutto», ha osservato, assicurando che «cercheremo sicuramente di dare una risposta in termini fiscali, ma soprattutto facciamo qualcosa per i giovani».
Il cantiere è alle battute finali. «Stiamo facendo girare i macchinoni per le tabelle e tutto il resto», ha spiegato il ministro, ricorrendo poi a un’immagine culinaria: «A me danno gli ingredienti, alcuni li prendo altri no, li misceliamo, li mettiamo in cottura, in questo momento è dentro nel forno, e quando tiriamo fuori la torta domani verso le tre vedremo se è venuta bene». Quanto al tono complessivo, più Bismarck o più Vangelo, la risposta è stata secca: «Temo più Bismarck».
Sul fronte europeo, i margini di flessibilità legati alla clausola di salvaguardia nazionale «li abbiamo praticamente definiti, quindi siamo soddisfatti». E sul giudizio di S&P atteso il 13 novembre Giorgetti si mostra fiducioso: «Penso che il rating potrà essere confermato, il sogno è un altro che non dico, sono anche realista, purtroppo la crisi in Medio Oriente non ci aiuta». Del resto, «quello che si percepisce su mercati e ambienti finanziari è che l’Italia è un Paese stabile», ha aggiunto, ricordando di aver spiegato alle agenzie che la nuova legge elettorale «è stata congegnata per dare stabilità».
La manovra vale 23,5 miliardi, con 14,4 miliardi di extradeficit per difesa ed energia. Per i giovani, oltre alla mini-Irpef per gli under 30 a basso reddito, arriva una flat tax al 5% per i neoassunti under 35, insieme a un’estensione della no tax area per gli under 25 e a maxi-deduzioni del 140% per le imprese che assumono giovani, che salgono al 180% per le giovani mamme. Per le partite Iva la soglia del forfettario passerebbe da 85mila a 100mila euro. Un fondo da circa un miliardo finanzierà nuove forme di flessibilità in uscita per le pensioni, da definire il prossimo anno. In arrivo anche la detassazione delle tredicesime per i redditi bassi, la conferma della tassazione agevolata sugli aumenti contrattuali, l’esenzione dal bollo auto per le famiglie con almeno quattro figli, una card sanitaria per gli over 75 e la cedolare secca sui negozi. Dal settore finanziario è atteso un contributo da 5 miliardi.
