Ieri è arrivata una risposta solida delle famiglie italiane nella prima giornata della nuova tornata di emissioni sovrane promossa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’ottavo e il nono collocamento dedicati in esclusiva al pubblico retail hanno registrato nel complesso una domanda superiore ai 4,59 miliardi di euro, confermando l’elevata capacità di attrazione del debito pubblico italiano tra le famiglie.
Le operazioni sul mercato proseguiranno fino a venerdì (salvo eventuale chiusura anticipata), con scadenza unificata per entrambi i titoli fissata tra cinque anni, il 27 ottobre 2031. Questa volta in asta c’erano due diversi Titoli di stato: da una parte il Btp Valore e dall’altra il Btp Valore Insieme. E la preferenza degli investitori si è orientata nettamente verso la formula tradizionale del Btp Valore con stacco cedolare periodico. La versione standard ha intercettato la quota maggioritaria della liquidità, raccogliendo 3,41 miliardi di euro a fronte di 33.108 contratti sottoscritti nella sola seduta di apertura. Il rendimento di questo strumento è strutturato secondo il già collaudato meccanismo step-up su orizzonte quinquennale. In pratica i tassi minimi garantiti si attestano al 3,7% per il primo e secondo anno, salgono al 4,1% nel terzo e quarto anno e raggiungono il picco del 4,7% nella quinta annualità. Un’impostazione pensata per garantire flussi di cassa regolari a frequenza trimestrale.
Accoglienza più contenuta, ma comunque significativa, per l’inedito Btp Valore Insieme, la variante a capitalizzazione integrale pensata per chi predilige un target di accumulo patrimoniale privo di flussi intermedi. La raccolta al debutto si è attestata a 1,18 miliardi di euro, ripartita su 26.197 contratti. In questa configurazione, la remunerazione viene corrisposta interamente a scadenza insieme al capitale, attraverso una maxi-cedola unica del 22,25%. Il valore economico complessivo calcolato dal Tesoro risulta così finanziariamente allineato al rendimento medio della versione con cedole distribuite nel tempo.
I volumi intermedi registrati nelle prime ore di asta avevano già preannunciato il primato della struttura classica: a circa tre ore dall’avvio, il titolo a flussi trimestrali viaggiava sui 1,46 miliardi di euro, contro i 510 milioni totalizzati dal Btp Valore Insieme.
Che si preferisca un Titolo di stato ad un altro, c’è comunque una certezza: il Btp continua a giocare un ruolo centrale nei portafogli degli italiani.
