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Politica economica

La Cdp promuove l’Italia: “Il posto dove investire”

Il presidente Gorno Tempini alla Bocconi: “Il Paese è stabilmente nei portafogli internazionali”. Pil pro capite salito del 7,7% dal 2021, al top nel G7

Giovanni Gorno Tempini, presidente consiglio di amministrazione CDP, partecipa all�Investor Day 2026 di CDP presso SDA Bocconi a Milano, 15 ottobre 2026. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI (npk)

Italia, «il posto giusto dove investire». In inglese è «place to be», ma è questo il significato che gli ha voluto dare il presidente di Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Gorno Tempini, all’Università Bocconi di Milano, ieri (15 ottobre) al primo Investor day di Cdp. Il senso è quello di trasmettere una fase nuova per il nostro Paese agli investitori, qui rappresentati da oltre 150 soggetti domestici e internazionali. «Siamo usciti da una fase nella quale investire in Italia era opportunistico» ha detto Gorno, ma oggi il Paese «è stabilmente parte dei portafogli internazionali». È finito il tempo di un Belpaese considerato periferia per i grandi capitali, come fosse un’opzione residuale. Oggi fa premio un sistema industriale «solido e diversificato» con «base manifatturiera fortissima» che offre opportunità esclusive anche per le tecnologie più attuali, intelligenza artificiale su tutte. E per dare spessore a questo scenario, il responsabile economico di Cdp Andrea Montanino ha mostrato numeri e dati di un’Italia in salute, dove l’economia ha mostrato «capacità di adattamento e ripresa che pochi avrebbero anticipato», mostrando che «la performance dell’economia italiana dopo il Covid, con il Pil pro capite cresciuto del 7,7% dal 2021 al 2025, ha registrato l’aumento più forte tra i Paesi del G7». Per l’economista, è importante anche la crescita degli investimenti, pari al 20,2% tra il 2021 e il 2025, non solo grazie al Pnrr, ma anche per «i forti investimenti privati in macchinari e capitale produttivo». Montanino indica poi l’aumento dell’occupazione del 6,9% negli ultimi anni, che si traduce in «più di 1,5 milioni di persone, raggiungendo un massimo storico di 24,1 milioni di persone occupate in Italia». Sono 5 i punti di forza strutturali alla base di queste performance: solide finanze pubbliche, capacità di realizzare investimenti, sicurezza energetica, competitività internazionale e solido sistema industriale. L’Investor day ha detto il Ceo di Cassa, Dario Scannapieco diventerà un appuntamento regolare, annuale, per tenere i rapporti con gli investitori di Cdp: «Oggi ne contiamo più di 550, in maniera crescente internazionali, che comprano i nostri prodotti finanziari e i nostri bond emessi sul mercato». Cdp controllata dal Mef per l’82,8% del capitale, e partecipata al 17,2% dalle Fondazioni bancarie come ha ricordato Gorno, «non è un fondo sovrano, ma una banca di sviluppo». E laddove il denaro pubblico, specie in un Paese ad alto debito, non può bastare per gli investimenti strategici, è necessario lavorare insieme ai capitali privati. Il modello è «costruire un ponte tra capitale pubblico e capitale privati». Per questo l’investor day è e sarà in futuro un’occasione per un confronto anche con le tante società di cui Cdp detiene quote rilevanti, quali Poste, Eni, Snam, Terna, Italgas, Nexi, Fincantieri, Ansaldo Energia e Autostrade per l’Italia. Tra gli investitori presenti alla Bocconi Fidelity, Goldman Sachs, Eurizon, BlackRock, Bank of America, Intermonte, Wellington, Pimco, Amundi, World Bank Group, Accenture Italia, oltre alle rappresentanze di alcuni fondi sovrani.