Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:39
Politica economica

La corsa verso il riarmo europeo spinge i big italiani della Difesa

Leonardo traina il comparto con 16,3 miliardi di nuovi ordini nel semestre, mentre Avio ed Elt rafforzano il business militare. Fincantieri cresce nel settore subacqueo (+30%) e triplica l’utile semestrale

Caso Fincantieri, decreto in Gazzetta. Però la burocrazia allunga i tempi: altre 48 ore di stop

Entro il 2035 l’Italia si è impegnata con la Nato a destinare il 5% del Pil alla difesa e alla sicurezza. Nel 2026 la spesa militare è stimata a 48,31 miliardi, pari al 2,10% del Pil. Per il 2027 il governo ha previsto misure per 4,5 miliardi e ha chiesto l’attivazione della clausola nazionale di salvaguardia (Nec), che consente di derogare temporaneamente ai vincoli europei di spesa. La difesa pesa sempre di più sull’industria italiana e il settore potrebbe largamente beneficiare della clausola di salvaguardia. Protagonista del settore è Leonardo, guidata dall’ad Lorenzo Mariani, che nel primo semestre del 2026 ha raccolto ordini per 16,3 miliardi di euro, il 44,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi hanno raggiunto 10 miliardi, in crescita del 12,2%, mentre il portafoglio ordini è salito a circa 59 miliardi. La crescita è stata sostenuta anche dall’acquisizione delle attività militari di Iveco, che comprendono Iveco Defence Vehicles (Idv) e Astra. L’operazione, completata a marzo per circa 1,6 miliardi di euro, ha recentemente ottenuto il via libera senza condizioni della Commissione europea.

Fincantieri, guidata dall’ad Pierroberto Folgiero, ha registrato nel primo semestre del 2026 un calo dei ricavi delle costruzioni navali militari, scesi a 687 milioni di euro. A incidere sono stati il confronto con il contributo straordinario di una commessa per la Marina indonesiana nel 2025 e il rinvio di alcune nuove commesse. L’azienda ha però quasi triplicato l’utile netto, portandolo a 102 milioni, mentre i ricavi delle attività sottomarine sono cresciuti del 29,9%, raggiungendo 356 milioni. Inoltre, il 24 settembre Orizzonte Sistemi Navali, società partecipata al 51% da Fincantieri e al 49% da Leonardo, ha firmato un contratto da circa 3,7 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi in opzione, per la realizzazione di due nuovi cacciatorpedinieri destinati alla Marina Militare.

Per quanto riguarda la produzione di missili e sistemi a propulsione, Avio nel primo semestre 2026 ha generato circa 50 milioni di euro di ricavi dalle attività di difesa, il 25% in più su base annua. Il settore rappresenta il 18% dei ricavi complessivi del gruppo e oltre due terzi dei circa 159 milioni di euro di ordini raccolti nei primi sei mesi riguardano attività militari. Anche il comparto elettronico è in crescita. ELT Group, infatti, ha registrato nel 2025 un fatturato consolidato di 401,2 milioni di euro. Il valore della produzione è salito a 515,3 milioni, il 12,4% in più rispetto al 2024, mentre la capogruppo Elettronica ha acquisito nuovi ordini per 700,6 milioni, in crescita del 47%.

Beretta Holding, il gruppo italiano produttore di armi e munizioni, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 1,68 miliardi di euro. L’azienda ha recentemente rafforzato la propria presenza negli Stati Uniti, salendo al 25% del capitale della società americana Sturm Ruger attraverso un’offerta pubblica conclusa di recente che l’ad Pietro Gussalli Beretta ha definito «una pietra miliare».

Commenti