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Politica economica

La manovra arriva all’ultimo miglio. Partiti in pressing

Possibile che già domani arrivi in Consiglio, oggi nuovo vertice. La Lega insiste sulle pensioni. Noi Moderati rivuole il bonus per le paritarie

Energia, Giorgetti apre crepe nel Patto. Frugali in difesa

La manovra arriva al traguardo. Il testo, ha annunciato il vicepremier Matteo Salvini, sarà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri: misure per 23,5 miliardi, al netto della trattativa con Bruxelles sulla flessibilità, con al centro famiglie, ceto medio e giovani. Il perimetro resta quello indicato più volte dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «la coperta è corta», e ogni richiesta dei partiti va pesata con il rigore che ha permesso all’Italia di riconquistare la fiducia dei mercati. Lo stesso Salvini ne è consapevole: «Non è facile trovare i miliardi che servono per fare tutto quello che vogliamo fare in un momento economico molto complicato». Per la sintesi finale potrebbe servire già oggi un nuovo vertice con la premier.

Sul fronte previdenziale, però, la Lega non arretra. Chiudendo il congresso che lo ha riconfermato segretario, Salvini ha indicato la «priorità» del Carroccio in questa legge di Bilancio: «smontare la legge Fornero e lasciare la possibilità di andare in pensione a 64 anni». Noi Moderati, dal canto suo, è in pressing sulla scuola e chiede di rifinanziare il bonus per le paritarie, fino a 1.500 euro per le famiglie con Isee sotto i 30mila euro, ricordando che quest’anno le domande sono state 14mila. E la maggioranza lavora anche a una misura attesa dalle imprese del biomedicale: l’innalzamento del tetto di spesa per i dispositivi medici, che alleggerirebbe il peso del payback sui bilanci delle aziende del settore. Sempre in tema di salute, il sottosegretario Marcello Gemmato rassicura le Regioni in allarme: «Prevediamo un aumento del Fondo sanitario nazionale».

Tra le novità più corpose c’è la social card per gli anziani, promossa da Forza Italia e condivisa nell’ultimo vertice dei leader. Si tratta di un contributo forfettario per le spese sanitarie non coperte dal servizio pubblico, destinato a chi, per ragioni anagrafiche, ricorre più spesso a cure a pagamento. Le simulazioni parlano di un fondo fino a 2,5-2,8 miliardi, con 300-500 euro agli over 75 sotto una certa soglia di reddito: con un limite a 50mila euro la platea sfiorerebbe i 7 milioni di persone, sotto i 35mila scenderebbe a circa 5,6 milioni e sotto i 29mila a 4,8 milioni. Definita la dotazione, sarà l’ampiezza della platea a stabilire l’importo per ciascun beneficiario.

Infine il Superbonus, eredità pesante del governo giallorosso. I tecnici studiano un «salvagente» per i cittadini finiti nel mirino del Fisco per lavori incompiuti o pratiche irregolari, spesso vittime di vere e proprie truffe o di imprese che hanno conteggiato negli stati di avanzamento materiali consegnati ma mai installati: chiudere le pendenze versando un’imposta sostitutiva parametrata al beneficio incassato, evitando sanzioni e contenziosi. L’aliquota è ancora da definire, ma la norma potrebbe anche portare qualche risorsa in più. «È positivo che il governo stia valutando un intervento per attenuare le conseguenze fiscali sui proprietari della caotica legislazione sul superbonus», commenta il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa. «L’obiettivo deve essere quello di tutelare chi ha agito in buona fede», conclude.