Dopo l’indagine della Procura di Milano per bancarotta fraudolenta, si aggiunge una nuova inchiesta sulla gestione dell’ex Ilva prima del commissariamento. Un filone più ambientale, ma sempre con risvolti finanziari - avviato dalla Procura di Taranto nell’indagine sulla gestione dello stabilimento tra il 2019 e il 2024 - e nel cui ambito i magistrati hanno chiesto gli arresti domiciliari (con l’accusa di corruzione) per l’ex ad Lucia Morselli, per l’ex direttore dell’Area Ambiente Alessandro Labile e per il dirigente Ispra Francesco Astorri. Per altre dieci persone sono state richieste misure interdittive. Si tratta di richieste sulle quali deve pronunciarsi il giudice: il 3 novembre sono previsti gli interrogatori preventivi davanti al gip Francesco Maccagnano.
L’inchiesta, avviata nel 2022, coinvolge complessivamente 28 persone fisiche, con posizioni differenti, e cinque società. Tra gli indagati figurano anche Aditya Mittal, ad di ArcelorMittal, e Franco Bernabè, ex presidente del cda di Acciaierie d’Italia.
Mittal è tra gli accusati di associazione per delinquere. Secondo l’ipotesi della Procura, l’associazione avrebbe avuto lo scopo di commettere reati contro l’ambiente, l’incolumità pubblica e la pubblica amministrazione per «massimizzare i profitti e ridurre al minimo indispensabile i costi e le spese» della gestione del siderurgico. La posizione di Bernabè riguarda invece le ipotesi di concorso in truffa e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, in relazione alle quote di CO2. Secondo l’accusa, l’ex presidente avrebbe utilizzato le proprie relazioni sostenendo la richiesta di restituzione delle quote. Un’attività che avrebbe contribuito a indurre in errore la Commissione Ue, portandola a rilasciare 238.512 quote.
Nel materiale investigativo compare anche un’intercettazione attribuita a Morselli, nella quale, parlando dei consumi del gruppo e della fabbrica, affermava: «Sono manipolati per poter avere le quote CO2 sono finti apposta». In merito, Giuseppe Iannaccone, avvocato di Morselli ha precisato in serata di essere «convinto dell’assoluta innocenza della mia assistita, che ha sempre agito rispettando tutte le regole».
Sulla posizione di Astorri è intervenuta intanto Ispra, precisando che il dirigente era stato assegnato a un altro incarico: dal 14 dicembre 2022 non era più responsabile della sezione.
