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Politica economica

Manovra, la priorità resta il sostegno alle famiglie

Vertice Meloni-alleati: domani il testo atteso in Consiglio dei ministri. Positivo il dialogo con la Commissione Ue sui margini di flessibilità per l’energia

Rigore e crescita Il ministro Giancarlo Giorgetti

Il governo stringe i tempi e fissa la data: la manovra approderà domani in Consiglio dei ministri. È l’obiettivo condiviso emerso dal vertice di maggioranza, il terzo in una settimana, che la premier Giorgia Meloni ha tenuto da remoto con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Fonti di Palazzo Chigi inquadrano l’incontro nel «confronto costruttivo all’interno della maggioranza in vista del varo della Legge di Bilancio 2027», utile a esaminare «lo stato di avanzamento del lavoro».

Al centro, spiegano da Chigi, ci sono «le misure per famiglie e ceto medio, il sostegno a giovani e anziani, gli interventi sul fisco e il sostegno alle imprese, nonché il potenziamento del sistema sanitario». La linea è confermata: «concentrare le risorse disponibili sugli interventi considerati prioritari» per «sostenere il potere d’acquisto, rafforzare la crescita e dare impulso all’economia», con «la necessaria attenzione alla tenuta dei conti».

Passi avanti anche in Europa. Le interlocuzioni con la Commissione sulla clausola nazionale di salvaguardia per le misure sull’energia «proseguono in un modo proficuo». Puntano a chiarire «gli interventi ammissibili e i relativi margini di flessibilità». Da Bruxelles è già arrivata una prima risposta: la Commissione aiuterà Roma a sfruttare al meglio la clausola. Restano però esclusi i sussidi legati ai combustibili fossili, come gli aiuti in bolletta e gli sconti sui carburanti.

Sul tavolo ci sono anche le proposte degli alleati. Salvini difende la pensione anticipata a 64 anni, la flat tax a 100mila euro per le partite Iva e il voucher sanitario per gli anziani, ma anche «affitti brevi e cedolare secca». Fi punta a estendere il taglio dell’Irpef almeno fino a 55mila euro e a dare «risposte» ai giovani riducendone il carico fiscale. Noi Moderati propone la cedolare secca al 5% sugli affitti a lungo termine e zero tasse per tre anni agli under 30 al primo impiego.

Resta da definire il contributo del sistema finanziario, quantificato in 5 miliardi. Arriverà da «tutti», «banche, assicurazioni e anche altre realtà», chiarisce Tajani. Non c’è nessuna «visione punitiva», ma «una richiesta di collaborazione». Il leader azzurro vede progressi sull’esclusione delle Bcc e invita a riflettere sulle Fondazioni bancarie, perché «bisogna lavorare di fioretto».

Meloni ha infine risposto ai sindaci di centrosinistra che chiedevano un confronto urgente. Nella lettera al presidente dell’Anci Gaetano Manfredi, la premier assicura la propria «disponibilità», anche a partecipare «personalmente» con Giorgetti. Indica però come sede la Conferenza Stato-Città: «se si tratta di un confronto istituzionale», andranno coinvolti «tutti i sindaci».