Rigore nei conti pubblici, attenzione al potere d’acquisto, sostegno alle imprese che investono e assumono. E ancora, famiglie, ceto medio e giovani, con la consapevolezza che le risorse a disposizione sono limitate e che ogni scelta di bilancio impone delle priorità. Giorgia Meloni sceglie il Forum Moneta per ribadire la linea economica del governo, mentre la maggioranza è impegnata nelle ultime verifiche sulla legge di Bilancio.
La presidente del Consiglio interviene a Palazzo Colonna, in un appuntamento che diventa l’occasione per riflettere sul rapporto tra informazione, economia e sistema produttivo. Ad accoglierla, il direttore Tommaso Cerno, che le consegna una pagina incorniciata de il Giornale per celebrare il traguardo della longevità dell’esecutivo. Un gesto simbolico, seguito da un brindisi all’Italia. Meloni parte dai dossier più urgenti. «Siamo in dirittura d’arrivo sulla legge di Bilancio». L’obiettivo, spiega, è far quadrare i conti e proseguire lungo il percorso tracciato in questi anni, concentrando le risorse sulle priorità individuate dall’esecutivo.
«La difesa del potere d’acquisto, il ceto medio, il sostegno alle imprese che investono e assumono, l’attenzione al costo dell’energia, la sanità, le famiglie e i giovani»: sono questi i capitoli che la presidente del Consiglio indica come centrali. Un elenco che restituisce la direzione politica della manovra, nella quale il governo punta a conciliare sostegno alla crescita e tutela dei redditi con la necessità di preservare l’equilibrio dei conti pubblici. «Cercheremo di fare del nostro meglio e di essere all’altezza delle aspettative, con risorse che sappiamo essere limitate», sottolinea la premier. Ma il motivo della presenza al Forum Moneta non si esaurisce nell’attualità della manovra.
Meloni ne individua almeno tre, a partire dal valore dell’informazione economica.
«Siamo in un tempo nel quale la carta stampata non se la passa benissimo: decidere di lanciare una nuova iniziativa editoriale è una scelta importante», rileva, riconoscendo il valore di un progetto che punta a rendere comprensibili questioni spesso percepite come lontane dalla vita quotidiana.
È proprio qui che la riflessione della presidente del Consiglio si fa personale.
«Anche quando non ti vuoi occupare di economia, prima o poi sarà l’economia a occuparsi dite». Una consapevolezza maturata anche attraverso l’esperienza di governo, quando le variabili finanziarie internazionali possono produrre conseguenze immediate sull’Italia. Meloni ricorda, in particolare, la sorpresa di fronte a un improvviso rialzo dello spread, collegato alle decisioni della banca centrale giapponese sui tassi d’interesse. Un episodio che rende evidente quanto siano interconnessi i mercati e quanto ciò che accade dall’altra parte del mondo possa incidere sulle condizioni finanziarie italiane.
«L’economia è un tema molto complesso. Meno la comprendiamo, meno siamo in grado di reagire in maniera adeguata». Per questo chi riesce a raccontarla con chiarezza svolge un servizio non soltanto alle imprese, ma anche ai cittadini e ai risparmiatori. C’è poi una terza ragione, che riguarda direttamente il mondo delle imprese. La manifattura, le start-up e le tante realtà che compongono il tessuto produttivo italiano rappresentano, secondo Meloni, una parte essenziale della forza del Paese. Una ricchezza fatta di lavoro, capacità di innovare, creatività e resilienza, che non sempre trova spazio adeguato nel racconto pubblico. «Siamo una nazione che ama soprattutto raccontare le proprie ombre e non ama abbastanza raccontare le proprie luci», osserva. Eppure sono proprio quelle luci a spiegare una parte importante della capacità italiana di competere, creare valore e affrontare le difficoltà.
