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Politica economica

Milano, “zona di innovazione”. Così l’IA entra nelle industrie

Avviato il progetto con 19 partner. Biffi: “Costruiamo tecnologie nelle imprese, coinvolgendo anche le piccole. La nuova frontiera è la robotica”

Presidente Alvise Biffi alla presentazione della Zis

Milano si candida a diventare la capitale italiana dell’intelligenza artificiale applicata all’industria. Il progetto è «Officina AI», punta a portare nuove tecnologie nelle aziende, aiutando anche le realtà più piccole a stare al passo con la rivoluzione. La Zona di Innovazione e Sviluppo promossa da Assolombarda è stata ammessa alla seconda fase del percorso regionale. Il progetto riunisce 19 partner, con Made Competence Center nel ruolo di hub operativo. Ieri l’annuncio nella sede di Assolombarda.

La nuova frontiera è quella delle macchine che, grazie a sensori e robotica, possono riconoscere ciò che accade intorno a loro e intervenire direttamente. «Vogliamo fare del nostro territorio la fabbrica dell’IA», ha dichiarato il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi. Perché nell’area che comprende Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il manifatturiero genera oltre 44miliardi di euro di valore aggiunto ogni anno. Un patrimonio industriale che può diventare la base per attirare nuovi investimenti e sviluppare tecnologie per le imprese.

Sull’IA non tutte le aziende vanno alla stessa velocità. Secondo un’indagine di Assolombarda e Politecnico su 700 imprese, il 49% ha progetti di IA attivi, contro meno del 20% alla fine del 2024. Tra le grandi aziende la quota sale al 79%, mentre nelle microimprese si ferma al 40%. È qui che dovrebbe intervenire «Officina AI»: aiutare le Pmi a sperimentare le nuove tecnologie e trasformare i progetti pilota in strumenti utilizzabili. Nel progetto sono coinvolti anche atenei milanesi, con le istituzioni e realtà dell’innovazione. «La questione è come portare l’IA dentro i processi e ottenere risultati misurabili», ha spiegato il presidente di Made, Marco Taisch. «Non possiamo pensare di avere una manifattura capace senza avere data center forti e presidiati» ha aggiunto, richiamando la necessità di proteggere i dati industriali.

L’assessore Guido Guidesi punta ad arrivare a una decina di Zis (zone Innovazione e Sviluppo) entro la fine del 2027.