Nell’ultima riunione di politica monetaria si era trincerata dietro una risposta generica, quasi stizzita: «Non ho niente da comunicare». Però le voci di un addio alla Bce in anticipo da parte della presidente Christine Lagarde (foto) non hanno mai perso forza. Ieri Reuters le circostanzia di più: il World Economic Forum potrebbe nominare Lagarde alla presidenza già a novembre, mentre il mandato a Francoforte scade a ottobre 2027.
Un’uscita in anticipo di quasi un anno in un momento molto delicato per l’inflazione. Ma le voci - fin dall’inizio - giustificavano le dimissioni per far partire il gioco della successione prima delle elezioni francesi che potrebbero portare a una rivoluzione politica ai vertici di Parigi con l’estrema destra avanti nei sondaggi. Tra i nomi caldi per la successione spunta anche il numero uno di Bankitalia, Fabio Panetta. Non è il favorito, ma ha un profilo internazionale molto stimato e ha giocato un ruolo significativo nel progetto dell’euro digitale. Gli altri nomi forti per la successione alla presidenza sono quelli dello spagnolo Pablo Hernández de Cos (direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali) e dell’olandese Klaas Knot (ex governatore della banca centrale olandese) . Per la Germania si fa anche il nome di Joachim Nagel (a capo della Bundesbank). Un successore tedesco, dopo un italiano e una francese, potrebbe essere fisiologico, ma va detto che Berlino controlla già i vertici della Commissione europea. La tedesca Isabel Schnabel che era una dei nomi di maggiore peso, di recente è uscita dalla Bce per ricoprire un incarico di rilievo al Fmi. Ed è in scadenza anche il capo economista di Francoforte, Philip Lane. Ne consegue che potrebbe innescarsi un walzer ai vertici dell’istituto centrale e anche l’Italia, che fin a questo momento ha giocato a fari spenti, potrebbe partecipare.
