Quasi 160 milioni di brasiliani votano oggi per scegliere il prossimo presidente della Repubblica, in un ballottaggio tra Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro che i sondaggi danno in parità tecnica. Al primo turno, il 4 ottobre, il senatore del Partito liberale (di destra) aveva ottenuto il 47% dei voti, pari a 56 milioni, contro il 45% di Lula, fermatosi a 53,9 milioni. Un vantaggio di circa 2,2 milioni di voti che si era tradotto anche nella conquista dei tre Stati più importanti del Sud-est, San Paolo, Rio de Janeiro e Minas Gerais, decisivi per l’esito del ballottaggio. Le sezioni elettorali aprono alle 8, ora di Brasília, e chiudono alle 17 (le 21 in Italia), con i primi dati attesi poco dopo. I sondaggi della vigilia indicano un pareggio tecnico. Lula ha recuperato terreno, ma non ha azzerato il vantaggio iniziale di Flávio. Proprio oggi sarà diffuso l’ultimo sondaggio presidenziale dell’agenzia demoscopica PoderData/Aya, condotto su 4.000 elettori in tutto il Paese attraverso interviste telefoniche tra venerdì 23 e sabato 24, con un margine di errore massimo previsto dell’1,6%.
Ieri i due candidati hanno concluso le rispettive agende di campagna elettorale
nei tre grandi collegi del Sud-est. Lula ha iniziato la giornata con una camminata a Copacabana, a Rio de Janeiro, per poi terminarla in Avenida Paulista, a San Paolo. Flávio ha invece è stato nella capitale del Minas Gerais, Belo Horizonte, per poi terminare la sua campagna elettorale nella zona di Barra da Tijuca, a Rio. San Paolo è il maggiore collegio elettorale del Paese con 34,1 milioni di elettori; Rio ne conta 12,8 milioni e Minas Gerais 16,4. Insieme, i tre Stati rappresentano quasi il 40% dell’elettorato.
Venerdì sera, nel confronto trasmesso da TV Globo, Lula, che dopodomani compirà 81 anni, è apparso visibilmente invecchiato. Il conduttore César Tralli è dovuto intervenire più volte per ricordargli i tempi a disposizione. A ogni intervento, Lula invitava gli elettori a verificare le affermazioni sue e di Flávio «cercando su Google», ma pronunciava sistematicamente il nome del motore di ricerca come «Gugo». Il lapsus è diventato in poche ore un meme virale. Tra le battute più dure, Flávio ha detto che Lula «dà ai poveri con una mano e poi riprende da loro con le nove dita», riferendosi a un vecchio incidente del presidente, per poi scusarsi. Lula ha reagito chiamando l’avversario «miliziano».
Sullo sfondo resta il caso Vorcaro. Messaggi sequestrati dalla Polizia federale mostrano infatti che il fondatore del Banco Master, prima di essere arrestato con l’accusa di frode, aveva ordinato una bottiglia di Macallan del 1945, del valore di oltre 85mila euro, da «dare a Lula», nato proprio nel 1945. Un avvocato ha scritto che il presidente aveva ringraziato «ancora una volta» per il whisky. Intervistato da TV Band, Lula aveva risposto: «Se me l’ha dato, l’ho già bevuto. Ricevo tante cose». Flávio Bolsonaro ha chiesto alla Corte suprema di aprire un’indagine, mentre la presidenza della Repubblica nega di aver ricevuto il regalo.
Schermaglie degne di un B-movie. Gli elettori brasiliani hanno altre preoccupazioni: l’economia, con un indebitamento record che riguarda l’80% delle famiglie, e la crescente insicurezza. Stasera si capirà se il Brasile vuole proseguire con il quasi 81enne leader di sinistra o voltare pagina.
