La vittoria di stretta misura di Lula domenica, che ha sorpreso le previsioni della vigilia, ribaltando la sconfitta di tre settimane prima contro Flávio Bolsonaro, ha scatenato il panico sui mercati brasiliani. Ieri l’Ibovespa è arrivato a perdere il 17,34%, scendendo a 169.516 punti. Più volte è scattato il cosiddetto circuit breaker, la sospensione delle contrattazioni per eccessiva volatilità, meccanismo automatico attivato l’ultima volta nel marzo 2020, in piena pandemia. A fine giornata arriva la stoccata di Donald Trump: «Elezione truccata ma con Lula vado d’accordo».
Il colpo più pesante è stato per le banche: in un’ora hanno bruciato 249 miliardi di reais di capitalizzazione. BTG Pactual è arrivata a perdere il 32,7%, Banco do Brasil il 29,65%, Bradesco il 23% e Itaú il 15,4%. La compagnia petrolifera statale Petrobras ha lasciato sul terreno il 10,7%, mentre a Wall Street Nubank è scesa del 18,5%. Anche il real è finito sotto pressione. Il dollaro ha aperto a 5,60 reais, contro i 4,99 della chiusura di venerdì, una delle peggiori sedute della valuta brasiliana nella storia recente.
La crisi investe direttamente il finanziamento del debito. Il Tesoro ieri ha cancellato le aste previste per oggi e giovedì 29 ottobre, intervenendo sul mercato secondario e ricomprando 7,1 miliardi di reais di titoli pubblici. Il ministro dell’Economia, Dario Durigan, dopo aver parlato con il presidente Lula e coordinato l’azione con la Banca centrale, spiega: «Dobbiamo avere un po’ di razionalità. Non parlo di controllo dei prezzi, parlo di liquidità e normalità». Il governo punta sull’avanzo primario, annuncia una revisione delle spese obbligatorie e, come prevedibile, non prorogherà alcune delle misure parafiscali adottate durante la campagna elettorale.
Al centro della fuga dagli asset brasiliani restano i conti pubblici. Il debito è all’82,9% del Pil secondo il dato nazionale, mentre il Fondo monetario internazionale lo fissa al 96% e prevede che raggiunga il 100% nel 2027, utilizzando la stessa metodologia del debito pubblico lordo adottata per l’Italia.
In campagna elettorale Lula aveva promesso di ampliare i programmi sociali per circa 20 miliardi di reais ma, secondo l’istituto Fiscal Independente, le nuove misure potrebbero contribuire a un deficit di 86 miliardi di reais nel 2027. I mercati attendono ora la nomina del ministro dell’Economia che si insedierà il prossimo 5 gennaio e indicazioni concrete sul quadro fiscale. Il timore è che una spesa elevata, senza misure credibili per contenere il debito, mantenga alti i tassi d’interesse e renda più costoso il credito per imprese e famiglie.
Sul fronte politico, Lula dovrà confrontarsi con un Parlamento a forte presenza conservatrice, anche se la «flessibilità» dei politici di fronte alla «rigidità» della Corte suprema, controllata da Lula, in Brasile è nota. Bolsonaro ha annunciato domenica che non riconosce il risultato, chiederà l’annullamento del voto e ha aggiunto che durante una visita al padre (agli arresti domiciliari) gli è stato tolto il passaporto e proibito di lasciare il Paese. Anche Donald Trump Jr. ha contestato il risultato, mentre il sindaco di New York Zohran Mamdani ha celebrato la vittoria di Lula con la frase cult «El pueblo unido jamás será vencido», esprimendo «totale ammirazione» per Lula.
