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Politica estera

Caos Teheran. “Si dimette il ministro del Petrolio”

Tra Usa e Iran, intanto, è ancora stallo nei negoziati

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La motivazione non è stata precisata. Ma a Teheran c’è un cambio della guardia rilevante. Il ministro del Petrolio iraniano, Mohsen Paknejad, si è dimesso dal suo incarico, mentre nel Paese continuano a esserci lunghe code alle stazioni di servizio a causa delle conseguenze del conflitto, dal controblocco americano dello Stretto di Hormuz alle sanzioni. Ad annunciare la successione, indicando il nuovo nome, è stato l’ufficio del presidente. «In seguito all’accettazione delle dimissioni di Mohsen Paknejad è stato nominato ministro del Petrolio ad interim Hamid Bord, con un decreto presidenziale», si legge nella nota diffusa dall’emittente di Stato Irib. Bord è amministratore delegato della National Iranian Oil Company.

Tra Usa e Iran, intanto, è ancora stallo nei negoziati. Mohammad Bagher Ghalibaf, caponegoziatore e presidente del Parlamento iraniano, sostiene che Washington abbia avanzato «alcune proposte tramite un mediatore» dopo che Teheran ha presentato una tabella di marcia di sette giorni per la riapertura dello Stretto. Ma ha precisato «Hormuz non verrà aperto finché non saranno soddisfatte le sette condizioni previste dal Memorandum di Islamabad», l’intesa siglata a giugno fra le due parti in conflitto, ma che adesso Donald Trump ritiene superata dagli eventi e non più applicabile. Eppure Teheran continua a sostenere di volere il negoziato: «Non esiste una soluzione militare, né una soluzione basata su ulteriori sanzioni; solo un approccio fondato sul negoziato, equità e dignità diplomatica può offrire una soluzione definitiva a questa guerra».