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Politica estera

Da Trump un assist per Putin. Sanzioni congelate, ira Zelensky

Cancellate le misure contro l’economia russa “nell’interesse nazionale degli Stati Uniti”. A Mosca si esulta, il presidente ucraino: “Decisione che incoraggia lo Zar, io pronto alla pace ovunque”

Putin incontra Trump: breve colloquio a Buenos Aires

Donald Trump congela l’applicazione di un ampio pacchetto di sanzioni contro la Russia, infliggendo un pesante colpo a un provvedimento dal forte valore simbolico. L’ordine esecutivo firmato venerdì sera dal presidente americano riguarda infatti la legge intitolata al defunto senatore repubblicano della South Carolina Lindsey Graham, che mirava a inasprire le misure restrittive contro l’economia russa e a limitare il flusso di risorse finanziarie che contribuiscono a sostenere la guerra contro l’Ucraina. Ma soprattutto il Graham Act, promulgato a metà settembre, costituiva la prima iniziativa importante del Congresso contro Mosca dal ritorno al potere del tycoon. L’efficacia delle sue misure avrebbe tuttavia complicato gli sforzi della Casa Bianca di ridurre i prezzi del diesel in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre, mentre le deroghe esentano dai dazi le merci russe e sospendono le sanzioni contro individui ed entità, sebbene le misure preesistenti rimangano in vigore. Gli Usa, attraverso diverse agenzie, monitoreranno gli acquisti di petrolio di Mosca e i tentativi di elusione delle misure restrittive, mantenendo la facoltà di revocare le deroghe qualora fosse necessario. «Dispongo l’esenzione dall’applicazione delle sanzioni, delle restrizioni e dei dazi doganali previsti dal Graham Act», recita il decreto, citando «l’interesse nazionale degli Stati Uniti». La mossa è stata ovviamente accolta con entusiasmo da Mosca, e al contrario ha scatenato l’ira dell’Ucraina. «La sospensione della legge Graham rappresenta un momento importante e davvero storico», ha sottolineato Kirill Dmitriev, il principale negoziatore economico di Vladimir Putin. Mentre da Kiev, Volodymyr Zelensky ha affermato che «mettere in stand-by le sanzioni americane, allentare la pressione sull’aggressore, offrire ricompense finanziarie a Putin, non fa altro che incoraggiarlo a continuare gli attacchi». Zelensky ha ricordato pure che la decisione è arrivata proprio nel giorno in cui la Russia ha colpito 15 infrastrutture elettriche strategiche in tutta l’Ucraina, nel corso di uno dei più vasti attacchi alla rete energetica. E ha accusato Mosca di voler «provocare un blackout generale» nel Paese prima dell’inverno. Il presidente ucraino ha aggiunto che la legge avrebbe potuto contribuire in modo significativo a fermare la guerra e che potrebbe ancora farlo, ma è necessario che venga effettivamente applicata. «Siamo pronti ai negoziati ovunque e in qualsiasi formato: a tre, a due, a quattro, a cinque o più; non importa, ciò che conta è la pace. La prossima settimana c’è una possibilità, la parte americana ci ha dato un segnale, potremmo avere un incontro con loro», ha aggiunto Zelensky, che è tornato a lamentarsi dei limiti al servizio satellitare Starlink, che rendono impossibile utilizzarlo su intercettori contro i droni Shahed. Il presidente ha spiegato che Kiev ha inviato mezzi dotati di Starlink in Paesi europei per test, e hanno viaggiato a 180 km/h senza problemi. «Le restrizioni si applicano in Ucraina, ma non nei Paesi dell’Ue - ha aggiunto -. In altre parole, si tratta di un’operazione pianificata». Da Bruxelles, invece, un portavoce della Commissione europea ha ricordato come «le nostre sanzioni stanno esercitando pressione sull’economia russa. Ma dobbiamo fare di più e stiamo lavorando ora al 22° pacchetto».

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