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Politica estera

Gaffe e bugie: la portavoce Zacharia salta dopo solo 5 giorni

Errori con la stampa e curriculum gonfiato: il tycoon le dà il benservito

epa13309824 (FILE) - New White House Press Secretary Katie Zacharia arrives to deliver her first press conference in the White House Press Briefing Room in Washington, DC, USA, 13 October 2026 (re-issued 16 October 2026). The White House on 16 October 2026 confirmed Katie Zacharia was "tranisioning out" of her role as White House press secretary. EPA/JIM LO SCALZO

Come se il presidente Donald Trump non avesse già abbastanza problemi tra le mani: inflazione, guerra in Iran, e le elezioni di Midterm. Ma l’ultimo cambio tra i membri della Casa Bianca potrebbe essere il più rapido per un funzionario di un’amministrazione americana. Alla fine Trump ha preso la sua decisione: Katie Zacharia è stata licenziata dal suo incarico di portavoce della Casa Bianca dopo appena 5 giorni di impiego. La sua nomina, arrivata lo scorso 9 ottobre quale sostituta di Karoline Leavitt che aveva deciso di lasciare l’incarico per stare con i figli, aveva già destato alcune perplessità in merito alla sua formazione. Alla fine i dubbi si sono diventati realtà. Il 13 ottobre Zacharia aveva presenziato la prima conferenza stampa, commettendo diversi sbagli davanti ai giornalisti. L’errore più clamoroso è stata però la gaffe di confondere il presidente Trump con suo marito.

Allo stesso tempo sono cominciate ad emergere incongruenze al suo curriculum, troppo grosse per poter essere ignorate: pur continuando a definirsi avvocata, Zacharia in verità non avrebbe mai conseguito l’abilitazione alla professione. In un’intervista a Fox News aveva ammesso di essersi laureata in legge alla Pepperdine University nel 2011, ma di non aver ottenuto l’abilitazione. E alla domanda se avesse mai tentato una seconda volta di ottenerla, ha risposto: «Non l’ho fatto. Ho avuto quattro figli in sei anni. Non è mai stata mia intenzione esercitare la professione forense». Nelle sue apparizioni televisive e sui social Zacharia si presentava come consulente giuridica di un’organizzazione conservatrice senza scopo di lucro con sede in California e aveva dichiarato di aver lavorato come avvocata in uno studio a Pechino.

Ma Zacharia era finita anche al centro di un imbarazzo diplomatico tra gli USA e la Cina. Parlando del suo periodo

nel paese asiatico, aveva detto: «Come potrebbe essere la Cina il prossimo Paese all’orizzonte? Non hanno neanche dei bagni adeguati». Un’uscita che aveva innescato la pronta reazione del ministero degli Esteri di Pechino: «La invitiamo a venire più spesso in Cina, quando ne ha occasione».

Fino all’ultimo Zacharia si è sentita certa di poter rimediare ai danni commessi: «Sono qui e ho potuto accompagnare Trump in tutti i comizi delle elezioni di metà mandato; spero di riuscire a costruire un rapporto di fiducia e stima con tutte le persone che mi circondano». Questo almeno fino al momento in cui Donald le avrebbe detto di «riconsiderare il suo incarico». A quel punto era solo questione di tempo, fino all’annuncio ufficiale di ieri sera.

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