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Politica estera

I nuovi mostri estremisti: che Dio benedica l’America...

Islamici, fanatici, qualunquisti e un po’ sgangherati: ecco il campionario della sinistra che ribalta i punti fermi degli Stati Uniti

epaselect epa13351863 US Senator-elect Abdul El-Sayed speaks during Michigan Democrats' election night watch party in Detroit, Michigan, USA, 04 November 2026. The 2026 midterm elections will determine congressional control and shape the final two years of President Donald Trump's term. EPA/SARAH YENESEL

Da God bless America a Lode ad Allah è un attimo. La frase di Bill Clinton appartiene al giurassico, quella di Abdul Al-Sayed è presente. L’America non cambia soltanto dal rosso al blu, cambia anche la lingua. Il primo senatore musulmano della storia, eletto in Michigan, si è presentato: «Mi chiamo Abdulrahman Mohamed El-Sayed ogni volta che qualcuno parlava dell’esito di queste elezioni io rispondevo sempre inshallah, se Dio vuole. Ma oggi possiamo trasformare quell’inshallah in un alhamdulillah. E per quelli della destra che ci stanno ascoltando, significa semplicemente Lode ad Allah», a corredo, goduta risata, battendo il pugno sull’altra mano aperta. Al-Sayed ha smentito di avere a che fare con i fratelli musulmani ma il sito ufficiale dei suddetti ha esultato con questo titolo «Abdul sconfigge i sionisti». Lo stesso senatore aveva maltrattato James Matthews, inviato di Sky UK. Questo il confronto, Al-Sayed: «Sei registrato per votare nel Michigan? E allora perché dovrei avere a che fare con lei?» Matthews: «Si però mi spieghi, sono un giornalista»,

A-S: «Lei è qui per il Regno Unito. Sa quanti voti voglio prendere nel Regno Unito? Zero. Non mi candiderò mai a una carica nel Regno Unito»; «Sono negli Stati Uniti e faccio informazione»; A-S: «Ma per chi? Dove sono i suoi spettatori? Me lo dica, dove sono?»; M.: «Sono internazionali»; A-S: «No, no, Sky news non è vista negli Stati Uniti, non la guarda nessuno. La seguono soltanto nel Regno Unito, tipo cinque persone. Glielo dico ancora, basta». Segue l’annuncio della Guida Suprema dell’Iran, Khamenei: «Il processo di collasso degli Stati Uniti è accelerato».

Aber Kawas è la prima palestinese americana eletta, la prima con hijab in assemblea, nella foto celebrativa agita una bandana verde del gruppo Hamas, accanto ha la bandiera palestinese, Aber dice «l’11 settembre è stato il risultato del capitalismo e del razzismo americani e dell’islamofobia, noi stiamo soltanto vedendo la manifestazione di quella continuazione». Ilhan Omar, eletta in Minnesota, ha pronunciato in somalo il discorso ufficiale, James Talarico, eletto in Texas, alla domanda: «Qualcosa che ami che non siano famigliari o amici?», ha risposto:

«Io amo e lo dico solo perché ci sto pensando, i bambini trans». Aggiunge: «Ti hanno insegnato alla scuola domenicale che lo stesso Gesù Cristo era una femminista radicale?», «La bandiera americana è un simbolo complicato per la maggior parte di noi», «Dio è non binario», «La scienza moderna riconosce che ci sono più di due sessi biologici, ce ne sono sei», «Il nostro confine meridionale dovrebbe avere un gigantesco zerbino di benvenuto all’ingresso». Darializa Avila Chevalier vuole abolire le carceri: «Siamo occidentali che lottano per la totale eliminazione della civiltà occidentale», a domanda «Lei, condanna Hamas per l’attacco del 7 ottobre?» ha replicato: «Il presupposto di questa domanda, per me, ignora i 75 anni di occupazione a cui il popolo palestinese è stato sottoposto e le condizioni in cui vivevano le persone prima che iniziasse questo genocidio» Tutto chiaro, meglio ricorrere a Maometto: «Abbi fiducia in Allah ma lega il tuo cammello». That’s America.

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