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Politica estera

In Francia guerriglia di studenti e criminali. Trump: “È colpa di immigrati e islamici”

Dalla scuola alle strade, scontri e feriti da Strasburgo a Parigi con delinquenti comuni infiltrati nei cortei. L’estrema sinistra e gli islamisti cavalcano la protesta e attaccano la polizia. Il presidente americano entra a gamba tesa contro il governo di Macron

Rivolta francese Gli scontri in piazza a Bordeaux, gli attacchi alla polizia, gli idranti per disperdere la folla violenta. E la decisione di Lecornu: chiudere i licei

Formalmente, è andato in scena il preannunciato Atto III della mobilitazione studentesca, supportato dall’estrema sinistra del candidato all’Eliseo, Jean-Luc Mélenchon, e dai sindacati di Francia. Le sigle dei lavoratori della scuola rivendicano: 450mila giovani schierati nelle strade di decine di città dell’Esagono contro le politiche scolastiche del governo. Per il ministero dell’Interno, si tratta più prosaicamente di 256mila persone passate dai banchi alla piazza. E tra loro, professionisti del disordine a rubare la scena, gettando il Paese nel caos a 6 mesi dalle presidenziali.

Place de la Nation di Parigi è stata ieri l’epicentro dell’ennesima crisi nazionale: deflagrata nella capitale nel tardo pomeriggio e costringendo il presidente Macron a convocare all’Eliseo il premier Lecornu e i ministri di Interno e Istruzione. Riunione d’urgenza, di fronte a un esercito di studenti attraversato ancora una volta da criminali comuni: casseur, incappucciati, dentro una protesta con minorenni in prima fila mescolata alle grida dell’estrema sinistra. In piazza a Parigi anche il sindaco ribelle di Saint-Denis, Bally Bagayoko, nel cuore di una mobilitazione che secondo gli 007 non ha raggiunto ancora la sua acme e ha pure innescato il commento del presidente americano Trump. Quanto sta accadendo in Francia, scrive l’inquilino della Casa Bianca, «non è una questione di scuole, si tratta dell’islam che vuol prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande, questo sta accadendo, un’immigrazione di massa fuori controllo». Più di mille feriti da settembre, secondo il premier Lecornu: 215 studenti, 85 dipendenti della scuola, 725 agenti.

Siamo in una Francia che da settimane vede muoversi a singhiozzo giovani delle superiori: ma dal 17 settembre, partendo dalle periferie di Créteil, banlieue sud-est di Parigi, il movimento ha fatto una sorta di salto di specie, tingendosi di mélenchonismo e lasciandosi infiltrare anche dalla rabbia di chi a scuola non va più da tempo, trasformata in episodi di violenza comune e danneggiamenti della cosa pubblica. Per Bruno Retailleu, ex ministro dell’Interno in corsa per l’Eliseo per i neogollisti, sono «i nuovi barbari». Usò le stesse parole pure durante le rivolte della banlieue di tre estati fa. E oggi aggiunge un tassello, denunciando congiunzioni tra l’islamismo e l’estrema gauche. Protagonista di vandalismi laterali, l’eurodeputata Rima Hassan della France Insoumise, che ha oltraggiato ieri la mostra al Parlamento europeo in memoria delle vittime del 7 ottobre, calpestando la bandiera di Israele e aggredendo verbalmente l’artista. «Un insulto alla memoria che deve essere sanzionato», scrive su X il ministro per gli Affari europei Haddad. Un’altra realtà, la protesta pro-Pal, che ha inquinato lamentele sulla scuola condivise pure da migliaia di prof, che però hanno scelto la via del dialogo, più che dello scontro di piazza. Un dissenso che ieri ha travalicato i 250 istituti bloccati da scioperi e blocchi studenteschi. È tornata la violenza. Almeno 32 fermi e 14 feriti a fermi a Parigi. Alta tensione e disordini da Strasburgo a Rennes, da Lione a Marsiglia. Dai picchetti ai cancelli delle scuole, a strade bloccate, banche e polizia presa di mira, e lo zampino della France Insoumise rivendicato dal leader, ieri in piazza, col dito via social puntato su presunte provocazioni deliberate degli agenti: «Bisogna dire a Trump che Le Pen gli sta raccontando una versione fantasiosa delle cause della violenza in Francia». Per Mélenchon, ci sarebbe una polizia che non risponde più a nessuno per aggredire, ferire e mutilare giovani manifestanti e sindacalisti venuti a proteggerli. Le Pen invece promette: aumenteremo gli stipendi degli insegnanti e ristabiliremo la sicurezza nei licei.