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Politica estera

In Serbia una disfatta per Vucic. La maggioranza va agli Studenti

Una giornata di incidenti ai seggi, una serata con la polizia anti sommossa schierata a Belgrado. La percentuale dei votanti oltre il 70% è da record storico. E lancia al governo i giovani contestatori

An aerial photo shows supporters of the Students' List gather at the Slavija square as they celebrate their victory in the Serbian parliamentary elections, in Belgrade on October 25, 2026. Voters cast ballots in record numbers on October 25, 2026, with the country recording its highest parliamentary election turnout in more than three decades. Celebrations erupted on the streets of the capital; passing cars honked their horns as crowds began to party at the news that Serbia's ruling party had lost parliamentary snap elections. (Photo by DJORDJE KOSTIC / AFP)

Poco pronti a governare, potenzialmente permeabili alle influenze esterne, ma abili nell’intercettare la grande voglia di cambiamento, dimostrata dall’altissima partecipazione elettorale. La Lista Studentesca ha vinto le elezioni anticipate in Serbia, disarcionando Aleksandar Vucic, in sella dal 2014. Il fatto di aver sfiorato il 70% di affluenza, per la prima volta nella storia democratica serba, racconta di un Paese che vuole sterzare, non importa verso quale direzione, dal momento che i nuovi amministratori potrebbero essere studenti e neofiti stile grillini della politica, con tutti i rischi del caso. In apparenza i serbi hanno votato contro il presidente filo russo e per l’Ue, ma le cose non sono chiare.

Vucic già un’ora dopo la chiusura delle urne ha riconosciuto la sconfitta («Non abbiamo ancora i risultati. Molti rimarranno sorpresi e capirete quanto alcuni abbiano mentito. Sulla base del campione stratificato, è chiaro che abbiamo perso queste elezioni») per via di solo 100 seggi conquistati dal suo partito, contro i circa 135 degli studenti.

L’ormai ex presidente ha detto che ora «continuerà la lotta dall’opposizione» e che dimostrerà che gli studenti hanno fatto una campagna «scorretta e piena di menzogne, riconosco la vittoria degli studenti, nessuno fuggirà dalla Serbia per questo».

La giornata elettorale non è stata tranquilla, come dimostrano una serie di incidenti accaduti in vari seggi, con molteplici appelli alla calma che sono stati lanciati per tutta la giornata anche dall’Osce, mentre la polizia in tenuta antisommossa ha presidiato h 24 le strade del centro di Belgrado. Nel villaggio di Hrtkovci, nel comune di Ruma, dieci motociclisti sono stati presi a sprangate da alcuni uomini mascherati, mentre stavano entrando in alcuni seggi elettorali. Gli aggressori, protetti da passamontagna bianchi, hanno ferito una decina di persone, trasportate al pronto soccorso di Sremska Mitrovica da alcuni passanti. La polizia intervenuta poco dopo, hanno raccontato alcuni testimoni oculari, non ha fermato gli aggressori che si sono dileguati.

Nel villaggio di Pavlovac, nei pressi di Vranje, sono stati aggrediti due giornalisti serbi mentre filmavano presunte irregolarità ai seggi. Si tratta di Mihailo Stojkovic, della redazione Info Vranjske, e Jelena Stojkovic, del quotidiano Vecernje novosti. Erano giunti sul posto dopo una soffiata su una compravendita di voti, ma poco dopo aver iniziato a filmare, sono stati aggrediti da un gruppo di persone che ha cercato di strappare loro gli smartphone, per poi essere inseguiti con anche un lancio pietre. «La cosa davvero grave è stata la mancata reazione della polizia», hanno denunciato. Nella città settentrionale di Pancevo sconosciuti a volto coperto hanno aggredito gli osservatori elettorali della lista degli Studenti, mentre a Doljevac, nel Sud del Paese, circa 30 persone hanno fatto irruzione in un seggio elettorale aggredendo i presenti. Anche l’Ong Crta (Centro per la ricerca, la trasparenza e la responsabilità), ha certificato che nel 25% dei seggi sono stati registrati casi di elettori che hanno fotografato la propria scheda elettorale, oppure che hanno utilizzato lo spray a inchiostro indelebile.

Da oggi il volto nuovo del Paese balcanico è il professore universitario di cardiologia Ilija Srdanovic, che ha sfidato il sistema serbo. E, per ora, lo ha sconfitto.

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