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Politica estera

Le Pen e l’Eliseo: “Bardella premier e un governo pluralista”

Marine annuncia che lascerà l’incarico di capogruppo Rn. Per diventare “di tutti”

TOPSHOT - Far-right party Rassemblement National (RN) candidate in France's 2027 presidential election Marine Le Pen (C), flanked by RN president Jordan Bardella (R) and French far-right ally party Union des droites pour la Republique (UDR) leader Eric Ciotti (L), sing France's national anthem after her speech at the end of her campaign kickoff rally as part of the party congress in Orleans, central France, on October 25, 2026. (Photo by Alain JOCARD / AFP)

Le Pen sceglie di dismettere i panni della leader di partito a sei mesi dal voto. Dal palco della Co’Met Arena di Orléans, annuncia infatti che lascerà l’incarico di capogruppo dei deputati del Rassemblement national, che finora le ha permesso di dar battaglia alla Macronie. «Lo farò già domani (oggi, ndr) per un’esigenza di imparzialità» che la corsa all’Eliseo impone. D’ora in poi, «voglio che i francesi abbiano la certezza, se mi passate l’espressione, di eleggere una donna che non sarà un uomo di partito». Dal Congresso Rn, Le Pen rivendica trasparenza verso gli elettori e l’annuncio del premier: in caso di vittoria, «sarà Jordan Bardella il direttore d’orchestra spiega Le Pen dell’azione di un governo aperto e pluralista, e auspico di unione nazionale».

La performance segna uno spartiacque per le presidenziali. E un nuovo tassello nel puzzle della normalizzazione della sua figura, premiata nei sondaggi senza rinunciare a misure di rottura. Accreditata al primo turno tra il 33,5% ed il 36% stacca Jean-Luc Mélenchon (16-17%) che presenterà il programma della France Insoumise il 7 novembre. Le Pen tira dritto: «Non ci rifacciamo al si stava meglio prima’. Diciamo: Si stava bene prima, si starà meglio domani’» promettendo la «Rinascita» del Paese. Per farlo, vuole inserire il concetto di «comunità nazionale» nella Costituzione: per veder riconosciuto in Francia «un solo popolo» col «rifiuto assoluto di ogni comunitarismo». Assicura di ripristinare lo Stato di diritto: a suo dire carente, perché «i delinquenti restano impuniti e le mafie impongono la legge nei quartieri» popolari. Rincara la dose sull’espulsione «immediata dei delinquenti stranieri»; nessun testo europeo sarà superiore alla Costituzione francese. E «non manderemo i nostri giovani a morire in guerre che non sono le nostre».

Prima del comizio di Le Pen, Bardella promette un aumento degli stipendi per gli insegnanti, l’obbligo di dar loro del «lei» e un’uniforme per gli alunni. Ma viene interrotto dall’Unione degli studenti ebrei di Francia (UEJF): abbiamo ricordato l’antisemitismo e il razzismo di questo partito con uno striscione, rivendica l’organizzazione. I dati dell’Interno sulle tensioni di sabato a Parigi, Lione, Marsiglia, con centinaia di casseur, contano intanto 1.314 fermi e 53 feriti tra le forze dell’ordine. Giornata di «grande successo», per i sindacati, che hanno intenzione di proseguire la lotta: «Finché la rabbia persiste». «Svolta radicale dal 5 novembre, scioperi all’interno delle aziende». Venerdì, i gilet gialli: «Con le pentole» casserolades davanti all’Assemblée «contro la deriva autoritaria del governo» .

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