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Politica estera

Macron è ostaggio delle piazze. In Francia schierati 70mila agenti

Altra giornata di scontri: lacrimogeni e idranti sui manifestanti. Disordini a Parigi, Marsiglia e Lione, mille fermi. Mélenchon polemico: “Sparano alla rinfusa sulla folla per dare immagini alle tv”

Policemen detain protesters during a demonstration against rising living costs in Strasbourg, France, Saturday, Oct. 24, 2026. (AP Photo/Jean-Francois Badias) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Emmanuel Macron resta sotto la pressione delle piazze. C’è già una nuova data, e un’altra ancora. A oltranza. Per protestare contro il carovita e i mancati fondi alle scuole. Cortei «uniti», attorno a rivendicazioni in formato puzzle.

Tra 410mila e 800mila persone ieri in marcia sulle principali città dell’Esagono. Primo dato del sindacato promotore, la Cgt; il secondo del ministero, che stima 110mila presenze nella sola Parigi e «un livello di violenza estremamente forte, almeno mille fermi in tutto il Paese rispetto ai 385 alla stessa ora del sabato precedente, ma stavolta nessun attacco a edifici publici» sul territorio, il bilancio provvisorio del titolare dell’Interno. Oltre 70mila gli agenti schierati. Nuñez punta il dito ancora su «movimenti di estrema sinistra in azione e militanti radicalizzati contro la polizia». Nella capitale, almeno 500 casseur apparentemente rimasti a bocca asciutta. Boutique e negozi blindati, in un percorso stavolta indirizzato delle autorità. E con i gilet gialli, o parte del movimento che mise in ginocchio Macron tra il 2018 e il 2019 contro il caro-carburante, accanto a sindacati e studenti. Prossimo rendez-vous il 31 ottobre: a «difesa delle libertà pubbliche».

Ma se i «gilets» promettono raduni e sit-in davanti all’Assemblée e ai municipi per denunciare quella che definiscono una «deriva autoritaria» del governo, improvvisando una conferenza in un bistrot in Place de la Bastille da cui sarebbe dovuto partire il corteo prima del no della prefettura, la novità sono i fermi preventivi: 65, tra cui sei minorenni a Parigi. Studenti e lavoratori in un corteo in buona parte pacifico lasciano infine la piazza. E ciò che gli 007 avevano previsto va in scena: black bloc contro agenti, lacrimogeni e idranti. Sassaiole sulle divise. E risposte muscolari. «Le cosiddette forze dell’ordine sparano alla rinfusa a fine corteo con l’obiettivo di ottenere immagini per tv che hanno spinto l’assassino di Trappes a compiere il suo gesto - tuona in serata Mélenchon su X - una vergogna senza fine». Il riferimento è all’attentato

«razzista» per cui i fermi sono saliti a 5. Al corteo di Parigi, il leader della Francia «ribelle» chiede a Macron di «cedere» alla mobilitazione e mettere sul piatto fondi e aiuti economici: o non gli resterà che sloggiare, dice con un gesto della mano, «si ripeterà ogni settimana». A Limoges, sotto coprifuoco, il premier Lecornu aveva già promesso venerdì la ricostruzione del municipio dato alle fiamme il 17 ottobre: tornerà com’era in origine con «procedura stile Notre-Dame». Blindata Limoges, tensioni ieri a Strasburgo, Grenoble. A Lione lacrimogeni sui centinaia di giovani a volto coperto, passamontagna e maschere che hanno forzato la zona interdetta. «Sporadici eccessi» a Marsiglia, dice il sindaco Payan senza citare la gioielleria svaligiata. Da Orléans, Bardella ringrazia la sua base. Rieletto con il 98,98% dei voti, era l’unico candidato alla sua successione.

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