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Politica estera

Midterm, la rivolta dei giovani travolge Trump: il voto della Gen Z che fa tremare anche l’Europa

Svolta clamorosa tra gli elettori under 30, con spostamenti fino a 40 punti verso i democratici. Non è una conversione ideologica, ma una richiesta di cambiamento che può contagiare l’Europa

Le elezioni di Midterm sono in archivio e tra le analisi più interessanti del post-voto ci sono i risultati preliminari del sondaggio realizzato da Times Voter Trends, che evidenziano il ruolo preponderante degli elettori più giovani nella schiacciante vittoria democratica.

Infatti, secondo la ricerca demoscopica che integra una mole di dati attuali e storici, gli spostamenti elettorali sono stati di proporzioni straordinarie: i giovani uomini nella fascia tra i 18 e i 29 anni si sono orientati verso i candidati democratici con uno spostamento di quasi 40 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2024, mentre le giovani donne, sempre nella stessa fascia di età, che erano già propense a sostenere i diversi candidati democratici, hanno registrato uno spostamento di 27 punti.

Come ha scritto Matt Yan sul New York Times, siamo di fronte a un “malcontento globale, i giovani di tutto il mondo si sentono alienati dalla vecchia generazione di politici e stanno dando vita a movimenti giovanili in Francia, Serbia, India e Bangladesh”.

Il voto dei giovani ribalta gli equilibri

In uno Stato tradizionalmente repubblicano, che nelle presidenziali del 2024 ha sostenuto con una larga maggioranza la candidatura di Donald Trump, quest’anno nella corsa al Senato ha invece votato democratico: gli uomini di età compresa tra i 18 e i 44 anni hanno spostato il loro voto di quasi 50 punti percentuali a favore del democratico James Talarico in Texas.

Ma la componente giovanile ha condotto al successo tantissimi candidati che generazionalmente sentivano più vicini, come nel caso del neosenatore del Michigan Abdul El-Sayed, di Rob Sand, eletto governatore dell’Iowa, e del senatore Jon Ossoff, confermato in Georgia.

In questa carrellata di volti nuovi ci sono anche Nithya Raman, appena eletta sindaco di Los Angeles, e Sam Forstag, che ha vinto un seggio alla Camera dei Rappresentanti per il Montana.

I diciannovenni eletti e il segnale per l’Europa

Ma in questo stravolgimento ci sono casi ancor più eclatanti che raccontano di un cambiamento in atto che potrebbe rivelarsi determinante anche nelle prossime elezioni che abbiamo in Europa, dalle politiche spagnole di fine novembre alle presidenziali francesi dell’aprile 2027, fino alle politiche italiane.

Il prossimo cancelliere della Corte Superiore della contea di Maricopa, in Arizona, il democratico Sebastian Matta, è uno studente universitario di 19 anni al secondo anno presso l’Arizona State University, mentre un altro diciannovenne, Daniel Darris-O’Connor, ha sconfitto un deputato repubblicano uscente del Massachusetts, in carica da otto mandati.

Una richiesta di cambiamento, non una conversione ideologica

Gli elettori della Gen Z e i Millennials più giovani hanno votato per quei candidati dem che sentivano vicini per età, ma anche per quei politici che hanno utilizzato un linguaggio molto impolitico.

In ogni caso, questa migrazione di massa, come emerge anche dalle risposte degli intervistati, non rappresenta una conversione ideologica, bensì una cessione temporanea di fiducia, concessa per avviare un cambiamento concreto su questioni come il costo della vita, i rapporti degli Stati Uniti con Israele e la guerra in Iran.

Ma anche l’intelligenza artificiale e il cambiamento climatico hanno alimentato profonde preoccupazioni tra coloro che stanno raggiungendo l’età per votare. Tutti segnali che i leader europei che andranno al voto non possono sottovalutare.

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