Il riavvicinamento tra l’amministrazione Usa e il Cremlino, definito da diversi media la vera “sorpresa di ottobre” che sconvolge la campagna elettorale statunitense, non si esaurisce nell’annuncio dell’accordo sul diesel da parte di Donald Trump seguito dall’abbandono dell’alleato Volodymyr Zelensky e dal congelamento dell’applicazione delle nuove sanzioni contro la Russia previste dal Lindsey Graham Act. Come riporta infatti il Wall Street Journal in queste ore, Vladimir Putin ha proposto al tycoon un incontro a tre con il leader cinese Xi Jinping “per discutere della situazione in Ucraina” nel tentativo di negoziare una fine del conflitto che favorisca Mosca.
Una delle fonti del quotidiano finanziario, un ex ufficiale dell’intelligence russa informato sulla questione, ha affermato che l’idea dell’incontro è stata avanzata dal presidente russo nel corso della stessa telefonata, avvenuta lo scorso 9 ottobre, in cui i due leader hanno stretto il “patto del diesel” che ha sconvolto i partner di Washington e sollevato proteste persino tra i repubblicani al Congresso. Il vertice proposto senza il coinvolgimento di Zelensky, sottolinea il Wall Street Journal, sarebbe senza precedenti e farebbe suonare campanelli d’allarme nelle capitali europee e non solo. Oltretutto, l’incontro trilaterale in territorio cinese consacrerebbe il ruolo di mediatore diplomatico della Cina di Xi Jinping, pur in presenza di rischi nei rapporti tra il gigante asiatico e il Vecchio Continente.
Un alto funzionario statunitense ha dichiarato che Trump non ha acconsentito al summit, il quale secondo le intenzioni di Mosca potrebbe svolgersi a margine del prossimo vertice della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (Apec) previsto il 18 e 19 novembre a Shenzhen, in Cina. Ad ogni modo il commander in chief potrebbe mostrarsi disponibile all’idea di Putin per mantenere una promessa elettorale. intanto si apprende che la proposta russa è già stata comunicata attraverso i canali diplomatici a Pechino. Persone vicino ai colloqui tra la Repubblica Popolare e la Federazione hanno fatto sapere che i cinesi non si opporrebbero se Trump esprimesse il suo consenso allo svolgimento del vertice.
L’ex ufficiale dell’intelligence russa, già citato dal quotidiano Usa, ha dichiarato che Putin nutre ambizioni ampie, seppur irrealistiche, per il formato trilaterale del summit, concepito come una sorta di secondo vertice di Yalta chiamato a dividere il mondo in sfere d’influenza. Per il quotidiano conservatore, è improbabile che tale meeting possa portare ad un accordo. Allo stesso tempo però l’immagine dei tre leader manderebbe un segnale forte e solleverebbe timori persino sul futuro di Taiwan, sempre più nel mirino del Paese erede del Celeste Impero.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato l’esistenza delle discussioni in corso per il meeting trilaterale. “Non c’è ancora un’intesa chiara in merito all’incontro in sé o al suo potenziale ordine del giorno”, ha detto Peskov precisando che comunque “tutte e tre le parti riconoscono la possibilità ipotetica che tale incontro abbia luogo”. In attesa di conoscere il responso della Casa Bianca, che non ha ancora commentato le rivelazioni del Wall Street Journal, The Donald ha pubblicato domenica un post sul suo social Truth in cui, dopo il massiccio raid di Kiev su San Pietroburgo delle scorse ore, ha attaccato nuovamente Zelensky. Il presidente ucraino non vuole fermare la guerra e probabilmente non l’ha mai voluto, ha scritto il tycoon che ha inoltre precisato di aver rimandato l’imposizione di sanzioni perché non voleva allontanare la Russia dal tavolo dei negoziati.
