Il “muro intelligente” al confine tra Stati Uniti e Messico che sia i democratici e i repubblicani hanno a lungo agognato per fermare l’immigrazione clandestina e il traffico di droga è ormai una realtà. Oltre un milione di persone nei due Paesi vivono oggi in aree lungo la frontiera sorvegliate da telecamere con intelligenza artificiale e altre apparecchiature ad alta tecnologia e almeno altri quattro milioni di persone vivono nel raggio d’azione di telecamere di vecchia generazione che il governo Usa intende modernizzare con l’apporto dell’Ia. A scriverlo è il New York Times, il quale riporta che l’amministrazione Trump ha stanziato oltre un miliardo di dollari per costruire 1500 nuove torri con l’intelligenza artificiale allo scopo di realizzare una copertura completa del confine meridionale mentre già si parla di piani simili per la frontiera settentrionale, nelle zone costiere e a Porto Rico.
D’altra parte in una campagna elettorale per le midterm che sembra dominata unicamente dalle questioni economiche, con un’inflazione causata dal conflitto in Iran che rischia di far perdere ai repubblicani il controllo di Camera e Senato, il tema dell’immigrazione è tornato a riaffacciarsi con prepotenza. Secondo un sondaggio del New York Times tale dossier è la preoccupazione principale in vista del voto per il 10% degli elettori (quasi il 20% se si considerano i simpatizzanti del Gop), in salita rispetto al 6% di settembre e al secondo posto dopo l’economia (centrale per il 23% degli americani consultati dal quotidiano Usa). Solo al terzo posto troviamo il carovita che tanto toglie il sonno all’attuale inquilino della Casa Bianca. La crescente attenzione per l’immigrazione incontrollata, tra i fattori che hanno portato all’affondamento della presidenza Biden-Harris, dovrebbe essere una buona notizia per il tycoon. Eppure, stando ai numeri dello stesso sondaggio, in termini di fiducia sulla gestione dell’immigrazione, i democratici detengono in maniera controintuitiva un vantaggio sui repubblicani (rispettivamente il 50% contro il 46%) sebbene il distacco si sia ridotto rispetto al mese scorso.
È possibile immaginare che i metodi aggressivi dell’Ice stiano condizionando i ragionamenti degli elettori. Ed un certo peso, se si pensa alle crescenti perplessità negli Stati Uniti per l’avanzata dell’Ia e per i sistemi di sorveglianza di massa, rischia di averlo anche il “muro intelligente” di Trump, sebbene non tutti alla frontiera siano davvero consapevoli della sua sua effettiva potenza e invasività.
Per comprendere appieno la tecnologia dispiegata al confine con il Messico, il quotidiano di New York ha fatto visita ad una ventina di torri hi-tech in California, Arizona, New Mexico e Texas adoperando un drone dotato di telecamera per ricreare il tipo di visuale ripreso dagli impianti di sorveglianza. Ad esempio, nella cittadina di Sunland Park, nel New Mexico, una torre collocata su una collina può catturare immagini dettagliate fino a circa due miglia di distanza. Dopo che il radar rileva un movimento la telecamera può effettuare una panoramica e uno zoom sul suo bersaglio. A quel punto, spiega il New York Times, l’Ia classifica l’immagine come persona, animale o veicolo e avvisa gli agenti della polizia di frontiera in un centro di comando. Gli agenti possono visionare il filmato e decidere come intervenire.
La simulazione condotta dai reporter - ed è questo l’aspetto destinato a sollevare perplessità - mostra come le torri dotate di intelligenza artificiale possano inquadrare i bambini che giocano nel cortile di una scuola elementare, rilevare e tracciare le persone che entrano ed escono dalle case ed identificare i veicoli che circolano sulla strada principale che attraversa la città. Sebbene ci siano dei punti ciechi nella visuale della torre a causa del terreno e di edifici, il suo raggio d’azione si sovrappone a quello delle torri vicine. C’è poi da tenere conto che vi sono anche altri sistemi impiegati dalla Customs and Border Protection (Cbp) come droni, lettori di targhe, sensori di terra e dirigibili.
Il quotidiano liberal sottolinea che le torri, in tutto ce ne sarebbero oltre 350, costituiscono uno dei più grandi programmi di sorveglianza gestiti dal governo federale e monitorano l’ambiente circostante 24 ore su 24 con un’efficienza maggiore rispetto alle telecamere gestite da esseri umani. I rappresentanti della Cbp hanno fatto sapere che le nuove torri sono “essenziali per la sicurezza delle frontiere e che l’agenzia” utilizza la tecnologia nel rispetto delle libertà civili e della privacy”. Intanto la popolazione si divide sui nuovi strumenti al confine. “Non vogliamo essere sorvegliati dal nostro governo”, afferma un ex consigliere comunale repubblicano di Laredo, in Texas. “Questo è il mondo in cui viviamo. Ci sono telecamere ovunque. Se cammini per strada, vieni ripreso. Non si può più rimettere il genio nella lampada”, sostiene invece un consigliere comunale di San Clemente, in California. E ancora: “Può vedere quando esco, con chi sono, chi entra e chi esce da casa nostra. Ti segue”, afferma una signora texana riferendosi ad una torre.
Trump o non Trump, l’America insomma appare spaccata su come controllare le frontiere ed è certo che, guardando oltre le midterm, il tema continuerà a far discutere, tra due anni, anche durante la campagna elettorale per le presidenziali. Agli esponenti del partito democratico, che lottano ancora per liberarsi dal ricordo dei fallimenti di Biden in materia di immigrazione, e ai repubblicani sempre più vicini ai tecnocrati della Silicon Valley non resta che prendere appunti.