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Politica estera

Trump lo scarica ancora. E Zelensky si appella all’Ue “Servono altri 70 miliardi”

Il leader ucraino: “Se cadiamo c’è il rischio di 20 milioni di profughi in Europa”. Il tycoon: “Non sono suo fan, difficile trattare con lui”. Zakharova attacca l’Italia “russofoba”

Ukraine's President Volodymyr Zelensky speaks during a press conference as part of a European Union summit at the EU headquarters in Brussels on October 16, 2026. EU leaders headed to Brussels on October 15, 2026, for their biggest clash yet over the bloc's next long-term budget, as they race to lock in a deal before next year's French presidential election. (Photo by Nicolas TUCAT / AFP)

Quasi 2mila civili in trappola, senza cibo, sotto assedio con acqua corrente, gas ed elettricità che non sono più disponibili. Le strade, ormai desolate, sono coperte di cadaveri dei droni o delle mine russe. Questo è il quadro quotidiano di Oleshky, cittadina ucraina sul Dnipro, nel Kherson. Un dramma quotidiano che è stato oggetto dell’appello di Papa Leone XIV a Putin durante la loro conversazione telefonica. «Consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile», le parole del Pontefice. Il caso di Oleshky è stato denunciato dall’Onu secondo cui i civili, tra i quali molti anziani, disabili e bambini sono abbandonati al loro destino con le consegne di cibo gravemente interrotte. Prima del conflitto a Oleshky vivevano circa 24mila persone. Kiev ha denunciato di aver tentato approvvigionamenti tramite droni. Quando non sono stati intercettati dai russi, i militari di Mosca avrebbero confiscato i generi alimentari, minacciando di morte i civili che provavano a reclamarli.Dopo l’ennesima giravolta, Donald Trump sembra averlo (questa volta) definitivamente scaricato. E allora a Volodymyr Zelensky per la difesa del suo Paese non resta che affidarsi a chi lo ha sempre sostenuto dall’invasione russa. Una questione concreta, fatta di soldi, armi e appoggio ma anche di etichetta. Non è un caso che il presidente ucraino si sia presentato al consiglio europeo di Bruxelles, per la prima volta dall’inizio del conflitto, senza la consueta divisa mimetica ma con un completo. Sempre nero, d’accordo, ma anche questo è un segnale, così come il grande applauso che lo ha accolto nel momento forse più delicato della gestione del conflitto. «L’anno prossimo la guerra costerà 155 miliardi di euro.E abbiamo bisogno di almeno 70 miliardi di in più da parte vostra per tenere a bada la Russia», ha detto. Mentre la polemica con Trump («non sono un suo fan», ha attaccato il tycoon), non si spegne e, anzi, denota una ormai evidente idiosincrasia.«I nostri droni contribuiscono a indebolire l’economia russa. Potremmo raddoppiare o triplicare la produzione ma non abbiamo i fondi necessari - ha confessato Zelensky - Abbiamo bisogno di un forte pacchetto di sanzioni dell’Ue contro chi produce missili balistici e chi finanzia la macchina bellica russa» ha ribadito, spiegando poi che l’Ucraina riprenderà i radi contro le raffinerie russe dal momento che la tregua invocata da Trump è stata rispettata soltanto dalla parte ucraina mentre la Russia ha continuato a colpire città e infrastrutture. Fumo negli occhi per Trump, che in piena campagna elettorale, imputa ai radi ucraini l’impennata del prezzo dei carburanti.«Non è un persona facile con cui avere a che fare. Non sono un suo grande fan. Penso che sia più difficile avere a che fare con lui che con Vladimir Putin», ha detto Donald, dicendo poi che «Zelensky aumenta i prezzi dell’energia, è uno scandalo. Ci sono molti altri obiettivi che si possono colpire».Ma nonostante ciò il tucoon è certo che la guerra «dovrebbe finire presto. Penso che sia Zelensky sia Putin vorrebbero vedere la fine. Ma entrambi si odiano e questo complica le cose». Dal canto suo Zelensky, quando gli viene chiesto se si considera il capro espiatorio di Trump per scopi elettorali non risponde. Sorride, fa un piccolo cenno, sorride ancora e dice: «Questa è la mia risposta». Può bastare così.Da Bruxelles poi Zelensky richiama la necessità di una leadership europea «per garantire che la vita dei cittadini ucraini sia protetta dal terrore russo», apre all’ipotesi di un mediatore europeo che possa parlare con la voce di tutti, e lancia un allarme per tutta l’Europa. «Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti, 20 milioni di ucraini in Europa come profughi. Perché ci spingeranno fuori, la Russia vuole conquistare tutta l’Ucraina. Per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese». L’Europa c’è e Mosca attacca tutti, anche l’Italia. La solita sguaiata portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova mette nel mirino il governo: «Roma diffonde russofobia e ubbidisce alle richieste dei suoi padroni a Bruxelles».Per il tema della difesa resta centrale la polemica sul depotenziamento di Starlink, il sistema satellitare griffato Elon Musk, che sarebbe stato limitato per mano americana. «Noi non usiamo Starlink per attaccare la Russia o per rispondere agli attacchi russi, ma solo per fermare gli attacchi alla nostra popolazione», chiarisce una volta di più Zelensky. «Non è stato interrotto del tutto, ma la sua velocità è stata limitata, ci è stato sottratto uno strumento concepito per proteggere la popolazione civile. È una circostanza dolorosa e spiacevole», ha aggiunto. Di che è la responsabilità? Secondo fonti della Reuters, l’ordine sarebbe arrivato da qualcuno all’interno della Casa Bianca. Ma Bloomberg e Axios fanno sapere che non è stato Donald Trump a ordinare di mettere limiti al sistema satellitare, non escludendo comunque la manina di un funzionario o di un’altra agenzia governativa. Il caso rimane. Così come una guerra che tra campo e politica sembra essere infinita.

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