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Politica internazionale

Cattivi allievi e pessimi maestri

In Francia non stanno semplicemente manifestando gli studenti, stanno scendendo in piazza i criminali e talvolta, in questi giorni, le due figure si sono sovrapposte

Le scene di ieri Le proteste hanno preso forza e violenza e minacciano di andare avanti sul modello della mobilitazione francese La data chiave è oggi: è stato proclamato il grande sciopero studentesco della gioventù in collera, slogan rubato proprio ai «colleghi francesi» E si prevedono forti disordini

Ci mancavano solo quelli che vogliono importare gli insegnanti di violenza. Ci mancavano quelli che caldeggiano un orrido Erasmus oltralpe per fare da passeur a un autunno caldissimo qui in Italia. La parola d’ordine è già arrivata: «Facciamo come in Francia». Ed è subito rimbalzata dalle barricate di Torino alle occupazioni romane, fino alle scuole di Napoli e Bologna. Con l’incoscienza tipica dei progressisti nostrani che, per racimolare due voti, sono capaci di far mettere a ferro e fuoco un intero Paese. Perché in Francia non stanno semplicemente manifestando gli studenti, stanno scendendo in piazza i criminali e talvolta, in questi giorni, le due figure si sono sovrapposte. Un libro sotto al braccio non cancella una bomba Molotov in mano. I numeri parlano chiaro: 7.950 persone fermate, l’85 per cento delle quali minorenne, e 2.735 procedimenti penali avviati. E poi ci sono i danni milionari: scuole devastate, cancelli sfondati, arredi distrutti, edifici incendiati. Una bizzarra maniera di chiedere più soldi e infrastrutture per l’istruzione: bruciare quelle che ci sono già.

Non esattamente una gita di istruzione, semmai di distruzione. A spese dei contribuenti. Questo è il trailer del film (molto poco edificante) che la sinistra vorrebbe proiettare nelle piazze e nelle scuole italiane, con il solo scopo di mettere i bastoni tra le ruote al governo Meloni, infischiandosene dei «danni collaterali». E, nelle grandi città del nostro Paese, stanno già andando in scena le prime immagini di quello che speriamo sia solo un cortometraggio. Ma dietro quella pellicola c’è una regia, ci sono dei finanziatori e anche dei distributori: tutti coloro i quali che da giorni inneggiano alla rivolta. Ci sono cattivi allievi, ma ci sono anche pessimi maestri.

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