Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:52
Politica internazionale

È arrivata l’intifada globale

I giovani hanno ragione a volere lavoro e scuole: ma non c’entra nulla sfasciare una sinagoga e sventolare la bandiera palestinese

People walk past a burned car the day after a demonstration against rising living costs, joining students' grievances, in Paris, Sunday, Oct. 18, 2026. (AP Photo/Emma Da Silva)

Ha fatto presto: Mamdani l’ha chiamata a New York «globalize Intifada»; ma è ovunque, ci ha messo solo tre anni dal 7 ottobre. Che ci fa Greta Thunberg fuori del liceo a Saint-Denis «fiera» dei manifestanti che spaccano e bruciano, che ci faceva sulla Flottilla diretta a Gaza? Nulla. Globalize Intifada. Il mondo paga un caro prezzo alle masse che hanno negato la strage del 7 ottobre, adottato Hamas e il «genocidio», odiato Israele e democrazia e cultura occidentale. I giovani hanno ragione a volere lavoro e scuole: ma non c’entra nulla sfasciare una sinagoga e sventolare la bandiera palestinese. Ma la palestinizzazione è parte integrante e sostitutiva della coscienza occidentale, ci ha lavorato la leadership con un atteggiamento di disprezzo verso la guerra di difesa di Israele con sanzioni, condanne, invocazioni di un impossibile stato palestinese. A Milano fra gli arrestati la maggioranza è di seconda generazione.

Sullo sfondo della rivolta che ruba, incendia, lancia pietre, ferisce, distrugge negozi, c’è l’obbligo di conquista che l’islam non nasconde. Silvye, 65 anni, con Mélenchon dichiara sventolando a Place d’Italie una bandiera di Hamas che «è un fronte unico».

Dall’assassinio nel 2006 di Ilan Halimi nella banlieue, fino a Charlie Hebdo nel 2014, a Tolosa il maestro e i 3 bambini della scuola ebraica e nel 2024 la sinagoga di Montpellier. E in Italia la persecuzione degli ebrei nelle scuole, nello sport, nel turismo. Si giunge al boato idiota delle piazze «from the river to the sea». Allo sfascio. L’Europa brucia e l’antisemitismo coltivato a suon di miliardi gioca nell’interesse di poteri che non c’entrano nulla ma vogliono tutto. Diceva il pastore Martin Wiemoller che prima vennero per gli ebrei e poi per tutti voi? Con la vostra complicità.

Commenti