«Usare il telefono non è sicuro, neanche l’email. L’unico mezzo di comunicazione per me sicuro è telegram». Su Telegram scriviamo al responsabile della chat Der Einzige, il gruppo di hacker di estrema destra - ma sarebbe meglio dire doxxer - che è riuscito a rintracciare e identificare con nome e cellulare gli admin delle pagine Telegram del Movimento 17 Ottobre, costringendo di fatto i violenti cambiare strategia. Il Giornale è stato il primo quotidiano a intercettare questa lista, oggi se ne sono accorti anche il Fatto e Il Sole24Ore. Che i nomi individuati con tecniche di open source intelligence siano quelli «giusti» lo conferma il fatto che molti di loro sono usciti dalle chat passate al setaccio anche dalla Digos e dai servizi sagreti, che sappiamo per certo essere entrati in possesso di questa lista. «Devo mantenere l’anonimato perché come può immaginare sono in una posizione abbastanza pericolosa visto che abbiamo a che fare con criminali», spiega.
Le loro idee sono di estrema destra, al limite del complottismo. Chi ci scrive è convinto, e l’ha ripetuto più volte nella sua chat Telegram, che «l’antagonismo rosso minacci l’Occidente e collabori con le potenze terroriste islamiche come l’Iran» e che dietro la propaganda e la disinfomatja proPal legata all’asse russo-islamico ci siano i Carc, «un gruppo comunista radicale il cui obiettivo è il genocidio bianco e la distruzione dell’Occidente», che si nutre di canali satelliti che diffondono contenuti simpatizzanti col terrorismo islamico e la jihad, per un connubio tra comunismo e islamismo che vorrebbe imporre «una desecolarizzazione della società minacciando una nuova epoca di barbarie dove la cultura occidentale verrà spazzata via assieme al nostro sistema economico»
Perché lo fate? Motivi ideologici o necessità di ripulire la rete da chi ne approfitta?, gli chiediamo. «La ragione ideologica è la principale, se così la vogliamo definire. Ho iniziato a colpire la sinistra perché questa si è apertamente schierata a favore del terrorismo islamico in maniera sempre più esplicita in seguito al 7 Ottobre. Prima erano solo i gruppetti radicali i propal, adesso è l’intera sinistra e questa cosa non è tollerabile. Sul Corano è esplicitamente scritto». E cita i versetti incriminati: «2:190–193, 8:39, 9:29, 48:16, 48:28, 61:9. Dicono che i musulmani devono invadere e conquistare la terra degli infedeli». Dell’arresto di Youssef Siher - a cui non avrebbe contribuito il suo lavoro, e lo ribadisce - non lo sorprende, anzi. «Che a capo del movimento ci sia un islamico non è un caso, visto che adesso usano la sinistra come pedine. Vorrei aggiungere che anche la giurisprudenza islamica divide i territori in terre dell’Islam e terre della guerra, loro proprio non concepiscono un’esistenza pacifica».
Non basta a spiegare il perché. «Io non vedo l’invasione continua che stiamo subendo come immigrazione. Per me sono soldati, non migranti». Insomma, saremmo già in guerra con i paesi islamici, «una guerra demografica che stiamo al momento perdendo perché gli islamici sono appoggiati dai collaborazionisti traditori della sinistra. Basta confrontare il tasso di fertilità delle donne italiane con quello delle donne straniere. Non c’è bisogno di accusarmi di complottismo, è una realtà oggettiva». Ma la molla è anche la «purezza» della Rete, ostaggio di troppi malvagi che ne strumentalizzano il potere. «Il miglior modo di agire non consiste nello scrivere articoli dove spiego le ragioni oggettive che ci dovrebbero spingere a rifiutare la sinistra, ma occorre silenziarne i propagandisti violenti». L’uomo (o la donna?) sostiene di essere un doxxer per hobby e di avere altri informatici addetti agli script, «persone che semplicemente stanno in tanti gruppi telegram per captare informazioni, e tutti insieme usiamo gli strumenti osint. Non abbiamo bisogno di finanziamenti perché usiamo solo strumenti gratuiti. Non è un lavoro, per me così come per gli altri è solo un hobby. Non ho mai pagato nessuno e non ho mai chiesto donazioni né soldi, né mai cercato il guadagno economico. Mi piacerebbe fare la mia parte e lavorare per contrastare il terrorismo islamico-marxista di cui siamo il bersaglio ma penso che le mie idee siano troppo radicali».
