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Politica internazionale

Quei legami coi violenti della “Jeunesse en colère”

Missioni, documenti congiunti e fanatismo pro Pal

Le tensioni davanti all'istituto alberghiero Colombatto di Torino, dove studenti favorevoli e contrari all'occupazione della scuola si sono fronteggiati. Tra i contrari presenti anche i militanti di Azione Studentesca, organizzazione giovanile legata a Fratelli d'Italia. Torino, 15 ottobre 2026. Instragram/azionestudentesca_torino +++ ATTENZIONE: L'ANSA NON POSSIEDE I DIRITTI DI QUESTA FOTO CHE NON PUO' ESSERE PUBBLICATA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++ NPK +++

Il continuo riferimento alla Francia da parte dei gruppi studenteschi che vogliono bloccare le scuole italiane tra occupazioni, presidi e manifestazioni non è casuale ma nasce da una rete transnazionale che ha il suo fulcro Oltralpe. Lo slogan delle proteste di questi giorni è «facciamo come in Francia» e domani è previsto sia in Italia sia in Francia uno sciopero studentesco promosso da una serie di sigle e organizzazioni legate tra loro.

Tra queste ci sono l’Unione degli Universitari e Rete degli Studenti, gruppi finanziati dalla Cgil con centinaia di migliaia di euro, i cui esponenti lo scorso 6 ottobre sono volati a Parigi insieme a membri del collettivo Osa per esprimere solidarietà agli studenti francesi durante le proteste.

Proprio durante la missione hanno sottolineato come alcuni temi alla base della mobilitazione francese siano simili. Secondo il coordinatore del Lazio della Rete degli Studenti Medi «quello che accade in Francia dimostra che quando gli studenti si organizzano con determinazione i risultati arrivano». Lo stesso giorno in Italia è stata promossa una manifestazione a Bologna intitolata «Jeunesse en colère», «in solidarietà con gli studenti francesi» e «mette al centro la protesta contro militarizzazione, guerra e carovita».

A testimoniare lo stretto legame tra le proteste francesi e quelle italiane non ci sono solo le iniziative congiunte ma anche un comunicato scritto a quattro mani dalla Jeunesse Communiste (tra i principali promotori delle proteste oltralpe) e il collettivo Osa dal titolo emblematico «Blocus en Italie»: «Sulla scia delle mobilitazioni studentesche in Francia e Germania e delle proteste per il diritto alla casa in Spagna, rispondiamo anche noi studenti con questo atto di lotta. È palese la direzione presa dalle classi dirigenti occidentali e dell’Unione Europea verso un’economia di guerra e una società militarizzata, messe al primo posto rispetto al welfare.

Ma c’è un altro elemento che accomuna le proteste francesi con quelle italiane ed è il collegamento con le realtà pro Pal e «Antifa» che sono coinvolte nelle occupazioni e nei presidi. Non a caso negli scontri avvenuti a Lione nei giorni passati hanno avuto un ruolo centrale i militanti Antifa. Lione è una delle città in cui era più forte la Jeune Garde, il gruppo sciolto dalle autorità francesi e implicato nell’omicidio del giovane Quentin, e non è escluso che alcuni suoi ex militanti abbiano partecipato ai disordini. Una situazione a cui, invece di prendere le distanze, i collettivi studenteschi italiani guardano come esempio con il rischio che le giornate di oggi e domani sfocino nella violenza.