Meno di 170 chilometri separano Vicenza e Reggio Emilia, territori che negli ultimi giorni si sono ritrovati uniti dallo stesso filo di violenza brutale contro due donne. Da una parte le coltellate a volto e la testa spaccata, dall’altra le mani al collo.
A pagare il prezzo più alto della furia del proprio compagno è una 49enne di origini croate, ora ricoverata in gravi condizioni nel reparto di chirurgia plastica dell’ospedale di San Bortolo di Vicenza per uno sfregio permanente al viso. Tutto si è consumato nella notte tra mercoledì e giovedì, quando Younes Nafaa, barbiere 35enne di origine marocchina, forse sotto effetto di alcol, nel corso di una lite in un appartamento alla periferia di Vicenza, colpisce la compagna ripetutamente al volto e alle braccia con un coltello. Uno dei fendenti, gravissimo, viene inferto al volto della 49enne - che subisce anche una grave frattura dell’osso temporale con conseguente perdita di liquido intracranico. La testa spaccata. Poco prima Nafaa aveva minacciato e inseguito in strada con lo stesso coltello il figlio di lei. Poi, avendone perse le tracce, era tornato a casa per accanirsi contro la compagna. Mentre il ragazzo soccorre la madre a terra, l’uomo fugge a bordo di un treno raggiungendo Castelfranco Veneto, nel Trevigiano. Poche ore dopo i poliziotti lo bloccano proprio in quella casa, dove viene trovato anche un giubbotto ancora intriso di sangue. Il coltello usato per ferire la donna è stato invece recuperato nel quadro del gas di un’abitazione vicina, nascosto prima della fuga. Arrestato per tentato omicidio aggravato, è stato trasferito in carcere in attesa dell’udienza di convalida del Gip, che si esprimerà anche sulla custodia cautelare in carcere per scongiurare il pericolo di fuga o di reiterazione del reato.
La seconda aggressione si è consumata invece a Quattro Castella, nella collina della provincia di Reggio Emilia. È il 25 ottobre quando un 51enne e la moglie cominciano a discutere per questioni legate alla casa. Dopo aver offeso la donna, l’uomo passa alle minacce, affermando di volerle tagliare la gola. Lei, spaventata, cerca di proteggersi chiudendosi a chiave in cucina. Sono attimi terribili: gli scossoni, la serratura scardinata e la porta forzata. Una volta nella stanza, afferra la partner per la nuca, la getta sul divano e stringe le mani alla gola davanti ai due piccoli figli, entrambi scoppiati a piangere. Solo l’intervento della madre della vittima, che si trovava in casa in quel momento, riesce a fermare il 51enne, che si allontana prendendo con sé i bambini (poi riportati a casa), mentre la donna dà l’allarme.
Denunciato per lesioni personali aggravate e minaccia grave, l’uomo è ora sottoposto a diverse misure cautelari (sancite dal gip del tribunale di Reggio Emilia): tra queste il braccialetto elettronico con tracciamento della posizione e il divieto di avvicinamento a meno di un chilometro dall’abitazione e dai luoghi abitualmente frequentati dalla coniuge. Per la donna sono state attivate le procedure del Codice Rosso e solo pochi giorni fa è tornata nella casa di Quattro Castella.
