Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 12:33
Politica

“Ho avuto paura di morire. Meloni è stata umana”: Di Battista racconta il dramma a Cuba

L’ex deputato M5s ripercorre il ricovero e rivela la telefonata del premier. Poi parla del rapporto con Di Maio: “Mi ha deluso, ma durante la malattia mi è stato vicino”

Alessandro Di Battista

“A Cuba ho avuto proprio paura di non rivedere i miei figli. Avevo paura di morire”. Alessandro Di Battista torna a parlare della drammatica esperienza vissuta durante il suo ricovero a Cuba. Ospite del podcast Vox On Air, l’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha ripercorso i momenti più difficili, raccontando anche un retroscena che riguarda Giorgia Meloni e soffermandosi sul rapporto con Luigi Di Maio.

“Il neurochirurgo mi ha operato in condizioni drammatiche, in un ospedale senza acqua e luce”, ha spiegato Di Battista, criticando duramente le notizie circolate durante il ricovero: “Hanno scritto così tante scemenze, alcuni giornali mi hanno dato per morto. È il tema della comunicazione di oggi: conta più arrivare primi che scrivere la verità, sai i click contano”. L’ex parlamentare ha quindi annunciato di aver presentato alcune querele.

Tra i passaggi dell’intervista anche un riconoscimento al presidente del Consiglio. “Meloni mi ha chiamato e mi ha quasi voluto rassicurare”, ha raccontato Di Battista, spiegando che il premier si sarebbe impegnato per tranquillizzarlo rispetto alle notizie diffuse sul suo conto: “Si rendeva conto: ‘questa persona sta male, al di là del mondo, in un ospedale con medici eccezionali... togliamogli almeno questa preoccupazione, facciamogli capire che non si deve preoccupare sull’impatto mediatico di questa scemenza’, e quindi è stata umana”.

Spazio poi al rapporto con Luigi Di Maio, segnato negli anni da profonde divergenze politiche. “Vedere certe sue virate è stata una delusione, umana e politica. Mi ha fatto incazzare tanto, tant’è che abbiamo raffreddato moltissimo il nostro rapporto”, ha ammesso Di Battista: “Noi eravamo diventati amici, anche più che amici, perché stavamo sulla stessa barricata”. Secondo l’ex deputato, Di Maio avrebbe sostenuto alcune posizioni “più per convenienza che per convinzione”. Ma il ricovero avrebbe contribuito a ricucire lo strappo: “Lui in questa fase è stato presente, e mi ha dato una mano, per me è tutta acqua passata”.

Di Battista ha quindi riflettuto sull’esperienza parlamentare, descrivendo i Palazzi della politica come luoghi “costruiti per farti staccare dalla realtà”. E ha ricordato il cosiddetto “corridoio delle anime perdute” della Camera, ironizzando sui divanetti che, a suo dire, sembrerebbero fatti “in pelle umana”. Un ambiente, secondo l’ex grillino, pensato per convincere gli eletti di essere superiori ai cittadini. Infine, le ragioni dell’addio al Movimento 5 Stelle. “Io me ne ero un po’ stancato”, ha riconosciuto, rivendicando comunque alcuni risultati dell’esecutivo gialloverde: “L’esperienza del governo con la Lega l’ho sempre ritenuta utile per portarli a spasso”. La rottura definitiva, invece, è arrivata con la nascita dell’esecutivo guidato da Mario Draghi: “Quello è stato per me il punto di non ritorno”.

Commenti