Prima la violenza di piazza, adesso gli insulti alla polizia e al ministro della Giustizia. Willie Peyote torna ad attaccare le istituzioni dal palco, questa volta durante un concerto a Bologna. Nel mirino del rapper torinese finiscono le forze dell’ordine e il Guardasigilli Carlo Nordio, apostrofato senza troppi giri di parole come “pezzo di merda”.
A documentare l’intervento è un video rilanciato da Robby Giusti, nel quale il cantante si lascia andare a una lunga invettiva contro gli agenti. Dal caso della morte di Fakir – “è morto per colpa della polizia” – al caso della “macchina bianca che investiva i manifestanti a Torino guarda un po’ era degli sbirri”, non mancano le accuse alla Digos della sua città, Torino, con il rapper che sostiene che gli agenti sparerebbero lacrimogeni “all’altezza d’uomo da almeno due anni”.
Ma è soprattutto l’attacco al ministro della Giustizia a segnare il momento più acceso dell’intervento. Peyote si scaglia contro Nordio, definendolo “pezzo di merda” e chiamandolo in causa per le responsabilità delle istituzioni. Il tutto davanti al pubblico del concerto, tra applausi e reazioni dei presenti. “Risponderà una volta per questa cosa? Non lo so”, ancora.
https://www.instagram.com/reels/DfDF0RMRiYe/
Non è la prima uscita destinata a sollevare un polverone. Appena una settimana fa, il 20 ottobre, durante un concerto al Fabrique di Milano, Willie Peyote aveva già fatto discutere per le sue considerazioni sugli scontri e sulle devastazioni che avevano interessato il capoluogo lombardo. “Sono sicuro che qualcuno di voi pensi che la violenza vada sempre condannata, è comprensibile ma non sono d’accordo”, aveva dichiarato il rapper davanti ai fan.
Secondo Peyote, infatti, la violenza non può essere giudicata senza considerare il contesto sociale ed economico. “Viviamo in un sistema molto violento, che ci sta sfrattando dalle nostre case”, aveva aggiunto, chiamando in causa il caro affitti, gli stipendi fermi e le politiche di riarmo. E ancora: “Quando ci fa più male, quando ci indigna di più, quando ci spaventa di più la violenza sulle cose che la violenza sulle persone, è lì che abbiamo perso”.
Parole pronunciate all’indomani degli assalti ai negozi e degli scontri con le forze dell’ordine. Adesso un nuovo intervento, con toni ancora più pesanti. Dalla contestazione della condanna della violenza agli insulti diretti al ministro della Giustizia: in appena otto giorni, Willie Peyote ha trasformato due concerti in altrettante tribune politiche.
