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Quindi oggi

Ranucci ha preso un bidone, Roggero è nei guai e la legge elettorale: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: scampato il voto segreto, le nuove preferenze e...

Sigfrido Ranucci in occasione di “Visionaria Urban Fest: Fight Inhumanity” IX edizione della manifestazione culturale del Villetta Social Lab. Roma, Martedì 08 Settembre 2026 (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Sigfrido Ranucci on the occasion of “Visionaria Urban Fest: Fight Inhumanity”, the ninth edition of the Villetta Social Lab cultural event. Rome, Tuesday, September 08 2026 (photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

-Oggi è una giornata che definirei “statica”. Ma proviamo a divertirci un po’.

-Ranucci mi sa che ha perso bidone. Mi spiego. L’ex conduttore smentisce che la trasmissione di Rai 3 abbia mai graziato una società per intercessione di Valter Lavitola, come ipotizzato da Libero. Però poi si indigna: “Molto interessante invece il ruolo del Direttore Editoriale del Secolo D’Italia, organo di stampa di Fdi, che, sempre secondo Libero, avrebbe cercato di condizionare un’inchiesta di Report attraverso Lavitola. Fatto grave se è vero. Cioè Bocchino tentava di condizionare Report attraverso il condizionamento di Lavitola”. E quindi: “Mi aspetto che si sollevi un dibattito anche su questo episodio. Non solo su Report, o no?”. No. Perché il problema per una trasmissione tv non è che Tizio (Bocchino) provi a condizionare in qualche modo Report attraverso Lavitola, ma che Tizio (Bocchino) pensi che Report sia condizionabile attraverso Lavitola. Cioè, Tizio non è mai venuto dal sottoscritto a dire: cosa si può fare per evitare che la trasmissione parli dell’azienda X, ma si è rivolto a Lavitola. Il che ci fa domandare: perché? Sapeva che attraverso Valterino si poteva in qualche modo sperare di ottenere una grazia?

-Ho scoperto che nel paese dove vivo sono stati spesi non pochi fondi del Pnrr per ristrutturare un appartamento da utilizzare a scopo sociale per l’emergenza abitativa. Chi perde casa può andare lì per un periodo determinato. Va bene. Lodevole. Ma mi spiegate quale “investimento” per la crescita del Paese sarebbe una casa da “donare” a chi non ce l’ha e che peraltro richiederà al Comune di riferimento ulteriori spese per la gestione (bollette, interventi di manutenzione, eccetera eccetera)? Cioè: mi aspetto che se lo Stato fa un debito extra, lo investa in qualcosa che possa aumentare la produttività e il Pil (esempio: strade, infrastrutture, big data, fibra ottica, ecc ecc). Non che, alla fine, il debito produca esso stesso ulteriori spese pubbliche. Perché quei soldi del Pnrr non sono nati sugli alberi. Dovremo ridarli indietro e con gli interessi.

-Quindi la Procura di Napoli scopre che le aziende pagano la pubblicità sui giornali e poi chiedono, se possibile, a direttori e giornalisti un occhio di riguardo in caso di articoli sulla propria società. E il pm scambia tutto questo per corruzione. Signori miei, siamo veramente al top.

-Leggo sul Fatto Quotidiano che, stando alle carte e alle intercettazioni, quelli di UniPegaso avrebbero chiamato Peter Gomez per far “alleggerire” o togliere il pezzo scritto in merito all’inchiesta per corruzione contro l’ex patron dell’università telematica. “Adesso chiamo quelli del sito…. Non lo faccio uscire”. Eccetera eccetera. Primo appunto: bravo Peter Gomez. Bravo. Voglio dire: non possiamo lamentarci dell’assenza di contributi pubblici ai giornali e poi immaginare che, di fronte a un investitore che chiede un favore, un direttore non faccia un minimo di concessioni (niente di clamoroso: la notizia è stata comunque data) a chi ti rimpingua le casse. Eddai, signori: vogliamo essere ipocriti? Facciamolo. Ma tutti, dico tutti, fanno così. È normale. È giusto. È scontato. Diverso sarebbe nascondere i fatti, travisarli dietro pagamento, tacere una notizia dietro ricatti. Ma qui siamo al banale “favore” tra investitore e investito: mi pare il minimo.

-Secondo appunto: chissà se i moralizzatori dei costumi altrui diranno qualcosa, in questo caso, che coinvolge gran parte della “grande stampa” anche progressista. Siamo sicuri che, se una faccenda del genere avesse riguardato solo i giornali di destra, ci avrebbero aperto per giorni e giorni. Forse avrebbero addirittura chiesto anche l’intervento dell’Ordine. Invece riguarda un po’ tutti, quindi… passerà in cavalleria.

-Tutti i giornali oggi a lodare le capacità di Sergio Mattarella, che dà lezioni sulla grazia, dicono, a chi la chiedeva per Mario Roggero. Già. Ma vi ricordate il casino del Quirinale su Minetti oppure no?

-Legge elettorale approvata: buttati nel water una decina di giorni di retroscena e ipotesi inutili. Avete mai visto governi cadere a 6 mesi dallo scatto della pensione per i parlamentari al primo giro di giostra? No. E infatti… Questo dimostra che Fratelli d’Italia conosce bene i tempi parlamentari e sa come evitare inutili scivoloni.

- è una buona legge elettorale? Non la migliore, anche se a dirla tutta non esiste una legge elettorale perfetta. Rischia di ritorcersi contro il centrodestra? Sì, visto che il campo largo potrebbe unirsi a tal punto da mettere dentro tutto e il contrario di tutto, ottenere il premio di maggioranza, costruire un governo posticcio, eleggersi il presidente della Repubblica e poi si vedrà. Ma Meloni sta facendo una scommessa (un po’ sulla tenuta del campo largo, un po’ sull’avanzata di Vannacci) e vedremo se avrà ragione lei.

- Tutto questo scandalizzarsi per le preferenze non lo capisco. Il listino da cui scegliere a crocette la trovo una buona idea: chi se ne frega di avere un elenco infinito di candidati che prendono quattro voti, meglio una lista breve e comprensibili di candidati per ogni collegio. “Ma verranno scelti dai partiti”, dice qualcuno. Embè: pensate che fino a ieri nelle liste elettorali si entrava senza chiedere permesso al partito?

-Poi possiamo parlare del capolista bloccato, il quale è oggettivamente una mezza schifezza (capisco l’incubo di non tornare in Parlamento, ma signori: nella vita ci vuole anche un po’ di brivido). Poco comprensibile anche il fatto che i 70 deputati e 35 senatori dell’eventuale premio di maggioranza venga scelto da un listino comune alla coalizione: sarebbe bastato premiare i più votati delle liste proporzionali, ma in Italia se non ci complichiamo la vita non ci piace.

-A domani

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