Leggo l’intervista al cardinale Zuppi sul 7 ottobre e faccio due considerazioni. Primo: al netto della condanna dell’attentato di Hamas, per il resto l’intera intervista è su Gaza e di fatto contro Israele. Ma vabbè: colpa dell’intervistatore. Secondo: Zuppi definisce la strage del 7 ottobre una “follia omicida”. Eh no, cardinale. Mi scusi. Ma “follia” dà il senso di qualcosa di non volontario, di un rigurgito dell’animo che ha portato a gesti estremi non razionali. Quello fu un attentato terroristico, pianificato, premeditato, voluto, festeggiato, idolatrato. Non possiamo ridurlo al gesto folle di un pazzo: questa definizione ricorda un po’ la storiella dei problemi psichici di Salim El Koudri a Modena…
Provate a mettervi nei panni di un proprietario di casa. Immaginate di avere un appartamento, per qualsiasi motivo: eredità, risparmio, investimento. Se domani il governo approva un decreto in cui stabilisce che il canone non può superare una certa soglia e che gli sfratti sono bloccati se l’inquilino è in difficoltà, anziano, povero, giovane, minorenne, cosa fareste? Sareste più o meno invogliati a mettere il vostro immobile sul mercato delle locazioni stabili? Risposta banale: meno invogliati. Quindi Sanchez (e non è il solo) pensa di risolvere la crisi abitativa acuendo in realtà il principale motivo della scarsità di offerta, ovvero il timore dei proprietari di non poter tornare rapidamente in possesso del proprio immobile - alla scadenza del contratto - in caso di necessità o poca soddisfazione per l’inquilino. L’Olanda ha già imboccato la strada percorsa da Sanchez e ha scoperto che il numero di abitazioni affittate è sceso, anziché salire. E questo perché i proprietari, invece mettere a nolo i propri immobili, hanno preferito venderli o lasciarli liberi. Se non si trovano affitti di lungo periodo, la soluzione è renderli più convenienti di quelli brevi (detassazione?), aumentarne la quantità costruendo immobili oppure rendere certo per il proprietario il processo di rientro in possesso del bene. Sennò la casa è mia e ci faccio quello che voglio io. Checché ne dica Pedro Sanchez.
“Romano Prodi, padre nobile del centrosinistra, ha firmato la prefazione del libro di Ernesto Maria Ruffini che uscirà il 9 ottobre ed è il «manifesto» dei comitati Più Uno”. Immagino la corsa per leggere il testo redatto dal Professore a corredo di un libro dell’ex esattore. Proprio le code in libreria.
Con Più Uno nasce l’ennesimo partitino di centro, inutile e dal risultato inevitabilmente fallimentare. Ma vi ricordate che neppure Mario Monti, che aveva l’aura del salvatore della patria, riuscì a cavare un ragno dal buco con la formazione di un partito di centro? E non vedete che Matteo Renzi arranca, Carlo Calenda latita, Martin uguale, +Europa sopravvive, il Psi, i radicali eccetera eccetera eccetera? A creare il Terzo Polo ci hanno provato gli unici due che potevano riuscirci, Matteo e Carlo, e hanno miseramente fallito. Punto. Non saranno certo “l’Esattore e lo sbirro”, copyright by Il Foglio, a cambiare l’andazzo.
Domanda dell’intervistatore: “Cosa offrite, per convincerli a tornare alle urne?”. Risposta di Ruffini: “Parliamo a tutto il Paese. A tutti coloro che si riconoscono in un centrosinistra che rappresenta l’Europa, l’uguaglianza e uno Stato che rimuove gli ostacoli. Nasciamo dalla stessa ambizione da cui è nato l’Ulivo: tenere assieme culture diverse come cattolici democratici, socialisti, riformisti di sinistra, liberali”. Praticamente ‘na supercazzola. Tutto senza dire niente.
Mattarella ha graziato un gioielliere che sparò e uccise due ladri. Non è Mario Roggero. Ma visto che anche “il graziato” aveva colpito i banditi alle spalle, per il gioielliere di Grinzane Cavour si apre qualche piccola speranza. Piccolo problemino: dubito che Mattarella gli concederà mai la grazia piena, semmai uno sconticino di pena, come a Guido Gianni, ma solo tra qualche anno e comunque quando starà abbastanza male da dover lasciare il carcere. Mi spiace per lui, ma penso che dovrà attendere almeno il 2027 e sperare che il prossimo presidente della Repubblica sia di centrodestra. Che poi, magari…
Muore Maricarmen Abascal, la donna ultraottantenne il cui sfratto ha provocato le proteste, i decreti e quindi la caduta di Pedro Sanchez. La cronaca sa essere veramente strana. E il fatto che lei muoia subito dopo lo scioglimento delle Camere è una di quelle stranezze della vita a cui non pensano neppure i migliori sceneggiatori di fiction.
Adesso sarà curioso sapere come reagirà la Spagna. Si prevedono due mesi veramente caldi.
