Raccolti oltre 340mila euro per gli orfani di Kabul

Il ricordo dei loro volti e delle loro storie è ancora vivo e presente tra noi. E quel ricordo non vuole essere cancellato. Sono passate quasi due settimane dalla strage di Kabul in cui sei paracadutisti italiani hanno perso la vita dopo un feroce attacco kamikaze dei talebani e ogni giorno che passa si trasforma in una nuova occasione per rendere onore a quei morti con un piccolo-grande gesto di generosità. Così, travolti dall’altruismo dei lettori e degli amici de il Giornale anche oggi andiamo avanti con la sottoscrizione lanciata per aiutare gli orfani dei militari uccisi nell’attentato contro gli italiani impegnati in Afghanistan.
Intanto segnaliamo l’ultimo traguardo raggiunto: soltanto ieri la cifra raccolta ammonta a 83.650 euro. Sono così in totale 344.403 gli euro che saranno per il momento devoluti alle famiglie. Goccia dopo goccia, ognuno di voi, ed è emozionante darne conto, sta offrendo un aiuto concreto.
L’appello del Giornale ai suoi lettori era scattato immediatamente dopo la notizia dell’uccisione dei sei militari: il caporalmaggiore Massimiliano Randino, 32 anni, sposato da cinque, il tenente Antonio Fortunato, 35 anni, sposato e con un figlio di sette, il sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni, sposato e con un figlio, il caporalmaggiore Matteo Mureddu, 26 anni, che avrebbe dovuto sposarsi il prossimo giugno, il caporalmaggiore Giandomenico Pistonami, 26 anni. La commozione di tutto il Paese, così evidente durante i funerali nella basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma, continua a muovere i nostri lettori.
Per motivi di spazio, continuiamo a pubblicare qui a fianco solo una piccola parte di un lungo elenco di persone che hanno risposto al nostro appello e deciso di aiutare con una donazione gli orfani di Kabul, tra cui il piccolo Martin Fortunato, sette anni, e il piccolo Simone Francesco, due anni, figlio di Roberto Valente. Il Giornale continuerà a pubblicare domani e nei giorni successivi i nomi dei sottoscrittori.