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C’è una bozza di vera Italia. Figc-Coni, non rovinatela

I ragazzi di Mancini hanno convinto: gruppo coeso e gioco moderno. Il rischio commissariamento può azzoppare la ricostruzione azzurra e le future riforme

Decisivi Donnarumma, 27 anni, tiene a galla l'Italia con 7 parate. Bastoni, 27, si traveste da attaccante. In alto, Malagò, n°1 Figc

Trascurando per una volta il valore del risultato e il peso specifico del pari conquistato a Parigi, bisogna mettere in fila le qualità espresse dalla Nazionale col contributo decisivo del lavoro del ct Mancini per coglierne la dimensione. Il primo aspetto è quello di un gruppo coeso sul piano emotivo e strategico capace di diventare squadra nel giro di pochi giorni a Coverciano: è il primo successo della spedizione azzurra. Avevamo alle spalle il deserto (Bosnia). Dopo tanta sabbia finita tra i piedi, c’è all’orizzonte l’oasi che può diventare, col tempo, qualcosa di promettente. Il secondo tratto è l’energia fisica e morale sprigionata dal club Italia: hanno retto sotto il nubifragio di Bursa allagando di gol la squadra di Montella, gli stessi (tranne un paio di innesti) hanno retto il confronto con la Francia, meritando di andare avanti nel primo tempo e di risalire la corrente nella ripresa grazie a quelle fantastiche prodezze di Gigio Donnarumma. Terzo e ultimo elemento: lo stile del calcio impresso dal ct, moderno senza risultare inutilmente velleitario, con picchi interessanti di aggressività (vedi Bastoni su Da Cunha) e giocate in verticale, è tale da procurare guai a chiunque osi palleggiare in faccia agli azzurri.

C’è una bozza di nuova Italia, il tempo provvederà a trasformarla in risultati o in un clamoroso abbaglio. Ora bisognerà completare l’operazione rilancio domani a Bologna con la Turchia per non rendere le ultime due serate fatica vana. Eppure dietro questo generoso piano di ricostruzione, c’è all’orizzonte il rischio concreto di demolire la governance recente della federcalcio guadagnata da Malagò con il quasi 70% dei consensi. Con tutte le riforme da impostare e realizzare, che sono poi la vera posta in palio del nuovo corso, martedì al Foro Italico c’è il rischio accertato di azzerare tutto per un cavillo procedendo a commissariare la Figc. Tanto è vero che ancora ieri sera l’avvocato Miele, il candidato non ammesso da cui era partito tutto, ha diffidato giunta e consiglio Coni se la Figc non sarà commissariata.

Sarebbe il caso, forse, di consigliare ai componenti della giunta Coni, la rilettura del brano più famoso scritto da Oriana Fallaci (pubblicato nel 2001): «... l’Italia è un Paese così diviso, avvelenato dalle sue meschinerie tribali non pensano che ai propri interessi personali, alla propria carrieruccia, alla propria popolarità di periferia».