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Teatro

“Dov’è il Po” di Paolini: storia di una civiltà

L’artista racconta lo stretto legame tra l’uomo e la natura

Marco Paolini Dov'è il Po

Se pensiamo al Nilo, affiorano alla mente le Piramidi, la civiltà Egiziana, e il limo. Se pensiamo al Po, lo immaginiamo come la lunga linea d’acqua che attraversa la pianura Padana.

Per Marco Paolini, bellunese classe 1956, autore, attore regista di un teatro civile, di memoria, che solleva tematiche attuali di tipo sociale (come Marco Baliani o Gabriele Vacis), l’uomo è strettamente legato alla natura, molto più di quanto dimostri di aver compreso. E sul collegamento tra la nostra civiltà e le nostre acque, Paolini ha scritto «Dov’è il Po», il nuovo spettacolo che arriva, in prima nazionale, fino al primo novembre al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello.

Non si racconta una storia, si racconta la storia: bisogna stringere a cartina, siamo tra Pavia e Voghera, fino al Ponte della Becca. È da qui che Paolini vuole partire, da questa struttura in ferro, realizzata tra il 1910 e il 1912 in un’arteria di alto valore strategico e commerciale, oltre che in una posizione ecologica e idrogeologica delicata, unica: il Po di sopra è diverso da quello di sotto.

Paolini aiuta il pubblico a capire il concetto di bacino di un fiume come qualcosa che ha segnato la civiltà e il suo sviluppo: c’era quello piemontese e quello lombardo-veneto. Attraverso il suo teatro di parola, l’attore porta il pubblico nella storia del Po «di sopra», immaginando di poter raccontare il resto nel prossimo spettacolo.

È dagli anni Novanta che Paolini sa portare agli occhi del pubblico situazioni d’emergenza. Il suo non è un tono allarmista o tragico, è realista e documentato: «Il racconto del Vajont» vince nel 1995 il Premio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l’Oscar della televisione come miglior programma dell’anno per la trasmissione televisiva sulla tragedia del Vajont, trasmessa da Rai 2 in diretta dalla diga del Vajont il 9 ottobre 1997, anniversario. «Dov’è il Po» è il secondo lavoro di un trittico teatrale che si inserisce nel progetto corale «Atlante delle Rive» dedicato alle acque, ideato da Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo scritto con Giulio Boccaletti.

Il viaggio di Paolini al Piccolo è iniziato il 20 ottobre con «Bestiario idrico», lo spettacolo che cerca di far aprire gli occhi sul fatto che, da qualsiasi lato la si prenda, la futura scarsità idrica è un tema da affrontare: ghiacciai che si sciolgono, fiumi che sono a secco. E quindi la risorsa nelle falde acquifere, i depositi naturali di acqua sotterranea. Come poterli usare senza creare danni? Varie opinioni, varie tesi sostenute con naturalezza. Per un teatro in cui ogni frase è documentata e frutto di una maturata consapevolezza, con l’accompagnamento anche di note musicali e di scenografie che aggiungono senso alle parole.