«Insieme» di Fabio Marra ha debuttato, anni fa, al Festival di Avignone, ripreso a Parigi dove ha registrato 500 repliche. In Italia è diventato uno spettacolo con la regia dell’autore soltanto quest’anno: il debutto è avvenuto al Campania Festival, Teatro Mercadante. Da domani al primo novembre è in scena al Franco Parenti con una eccezionale Laura Morante chiamata ad interpretare la madre di un disabile, tema abbastanza frequentato, in questi ultimi anni, sui palcoscenici non solo italiani. Recentemente ci siamo occupati di «Il Costo della vita», con la regia di Raphael Tobia Voghel, che ha per protagonisti un giovane con la paralisi cerebrale e una donna tetraplegica. Si tratta di temi alquanto delicati che riguardano non tanto una malattia che può essere ben curata, quanto forme diverse che invocano la forza dello stare «Insieme» per riuscire a superare le difficoltà che ne conseguono, sempre più difficili, perché finiscono per sconvolgere le relazioni familiari, specie quando tali relazioni coinvolgono una madre e un figlio autistico che lei cerca di proteggere in tutti i modi, scontrandosi con l’altra figlia che conosce bene la malattia del fratello, la stessa che la madre non accetta, anzi le urla contro, sostenendo che Michele «non ha la febbre, non ha la bronchite, non ha mal di gola, quindi non è ammalato».
Come una Madre Coraggio, Isabella si scaglia contro tutti coloro che non accettano la diversità. A questo proposito, bisogna ricordare le parole di Jung: «Ogni essere umano è una eccezione alla regola». Fabio Marra ha pensato a una ambientazione scenografica abbastanza frastagliata, che rimanda a tutte le fratture che si verificano in famiglia, soprattutto tra madre e figlia, interpretata da Emilia Costantini che, nella vita, è la vera figlia della Morante.
La domanda, un po’ retorica che ci si può fare è: fino a che punto una madre debba proteggere un figlio fragile? Oppure, fino a che punto lo scotto debba essere pagato dalla figlia che si sente trascurata e poco amata? Ogni frattura genera delle scissioni, delle discontinuità, dato che indica l’interruzione di un ordine di pensiero. Isabella vive, a sua volta, una frattura interna come lascia intravedere la figlia Sandra? Diciamo che il grande teatro ci ha abituato a delle fratture familiari, basterebbe ricordare il trio Ibsen Strindberg Pirandello per conoscerne tutte le diversità.
Fabio Marra, che interpreta Michele, il personaggio maschile, evita il realismo di maniera, anzi, fin dall’inizio dello spettacolo, come regista, dà una indicazione di lettura molto chiara, dato che su uno schermo vengono proiettate particelle, atomi che si «uniscono» per formare delle molecole, dalle quali ha origine la vita. Improvvisamente, questa immagine scompare ed appare in grande, la parola «Insieme», che vediamo rappresentata in un focolare domestico, ma che, per poterla rendere vera, ha bisogno di sacrifici, di lacerazioni, di emozioni contrastanti che Laura Morante vive con assoluta naturalezza.
