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Teatro

Il Parenti celebra Franceschi: l’attore poeta compie 90 anni

Oggi l’artista interpreta un monologo ispirato ai suoi versi sulle sofferenze provocate dalla guerra e sul senso della precarietà umana

Franceschi Fondò nel 1968 Nuova scena con Rame e Fo

Un tempo, ai grandi attori, venivano riservate serate d’onore per celebrarne la storia professionale. L’ omaggio si configurava in una recita speciale organizzata per mattatori come Vittorio Gassman, Salvo Randone, Paolo Stoppa, Eduardo. La Serata d’Onore che Andrée Ruth Shammah ha voluto dedicare a Vittorio Franceschi ha il sapore di quelle di una volta, anche perché Franceschi, che ha compiuto 90 anni, è stato sempre un attore di teatro, oltre che autore di testi straordinari. Lui si definisce un attore del secolo scorso che ha, però, recitato con Massimo Castri, Aldo Trionfo, Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mathias Langhoff, Benno Besson, il regista svizzero, compagno di lavoro di Bertolt Brecht, che lo diresse nell’«Edipo Tiranno», il cui debutto avvenne al Festival di Spoleto, allestimento che rimase storico proprio per il loro sodalizio. Ha lavorato quattro anni con lo Stabile di Trieste, per il quale scrisse «Il sorriso di Dafne», storia di un vecchio botanico, in cui è affrontato il tema dell’eutanasia, messo in scena da Alessandro Dalatri. Il suo ultimo testo è stato «Il Domatore», storia di un vecchio artista da circo che, oltre a domare gli animali, cercava di domare il tempo, in tournée per due anni. Pur essendo un autentico autore di teatro, Vittorio Franceschi non ha mai rinunziato alla poesia. Sostiene che « le poesie sono risposte a domande che nessuno ha mai fatto al poeta». La Serata d’Onore nasce dalla recentissima pubblicazione di una raccolta di poesie, «Lo spessore del sale» (Minerva), il cui monologo iniziale sarà recitato da Franceschi. È «Dimmi dove vai, soldato» costruito su una serie di domande che riguardano il dramma delle trincee, delle ferite di guerra, delle fughe tra i campi, dei patiboli, di un paesaggio essiccato, come essiccata è, ormai, la lingua del poeta. Il dove vai, soldato che viene ripetuto come un leit motiv, appartiene a uno stato di erranza di chi non ha trovato una stabilità ma che si muove tra città deserte. Con Franceschi, interverranno Bruno Damini, Claudio Beghelli e Lorenzo Vitalone.