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Tennis

Eterno Nole, Zverev ko. Sinner 1° fino a Vienna

Nole ha perso lo smalto dei giorni che lo hanno reso il più vincente della storia del tennis, ma non la classe e nemmeno la fame

TOPSHOT - Serbia's Novak Djokovic celebrates his victory over Germany's Alexander Zverev during their men's singles quarter-final at the China Open tennis tournament in Beijing on October 4, 2026. (Photo by Pedro PARDO / AFP)

«Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa», diceva Chris Gardner (interpretato da Will Smith) al figlio nel film La ricerca della felicità. Djokovic non è un bambino, ma questa teoria sembra averla fatta sua. Dopo le due sconfitte al primo turno in terra americana, tra Cincinnati e Us Open, in molti avevano già celebrato il suo funerale tennistico. Il fuoriclasse serbo, però, aveva altre idee per la testa. A 39 anni batte Zverev ai quarti dell’Atp 500 di Pechino (4-6, 6-4, 6-4), centrando la semifinale e la vittoria numero 32 in questo torneo a fronte di 0 sconfitte. Un record, l’ennesimo. Soltanto Nadal al Roland Garros, nel quadriennio 2005-2009, era riuscito a vincere 31 partite consecutive, prima di capitolare contro Robin Soderling. Nole ha perso lo smalto dei giorni che lo hanno reso il più vincente della storia del tennis, ma non la classe e nemmeno la fame. Lo sa bene il tedesco, che esce sconfitto senza troppi rimpianti e che vede sfumare la possibilità di superare Sinner (rimarrà 1° almeno fino a Vienna) con una doppietta China Open-Shanghai. E Medvedev, prossimo avversario del serbo, è avvisato: a Pechino, solo la muraglia è più difficile da superare di Djokovic.

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