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Tennis

Jannik, addio n°1 per salvare futuro e carriera

L’azzurro si ferma perché vuole durare. Zverev, n°2, lo supererà entro il 16 novembre. Ora riposo e terapie. Poi Melbourne

Amarezza Sinner, 25 anni, non gioca dalla finale a Wimbledon

Alla fine anche i tendini vengono al pettine, e non si può nascondere l’inevitabile. Sinner si ferma fino al 2027: «L’anno scorso ho vissuto una fine stagione indimenticabile, questi ultimi mesi sono stati diversi: d’accordo con i miei medici continuerò a curare il ginocchio per tornare nel nuovo anno». Lo dice in un video sui social, con uno sfondo degno del peggiore bar di San Candido e con la mestizia negli occhi. Ma tant’è: almeno ha finalmente parlato.

Salvate il soldato Jannik, dai suoi malanni (la cui entità è ancora sconosciuta, ma questo ci sta) e dal suo inevitabile timore che un infortunio così possa condizionare il futuro. La certezza, spifferata da immagini capitate online per caso (o forse no) è che tre consulti da specialisti diversi hanno suggerito di non pensare a un’operazione. E se questo è o quantomeno così almeno è stato fatto trapelare vuol dire che se si arriva a pensare a un intervento il danno non può essere una semplice infiammazione. Servono ora riposo e rieducazione atletica, un percorso che necessita tempi lunghi. E poi c’è, appunto, da resettare anche la testa, quella che per tutti gli atleti di alto livello fa parte del bagaglio sportivo: non si può giocare con la paura di farsi male.

Appuntamento in Australia dunque, perché come ha detto lo stesso Jannik ad Anna Wintour a Milano se là a gennaio non ci fosse «sarebbe un bel guaio». E la preoccupazione esiste, diciamolo senza nasconderlo: il nostro più grande tennista di sempre è davanti al primo vero e grande malanno della sua carriera, che arriva solo a 25 anni e non proprio al termine della strada. D’altronde lo sport è cambiato, il business porta rischi, e il fatto che il bollettino medico del circuito sia sempre più affollato ne è una dimostrazione. Si chiede di più (in soldi), si vuole di più (in presenze), finisce che prima o poi il corpo chieda il conto. Tanto che Carlos Alcaraz, ancor più giovane di Sinner, lo ha capito: «Se voglio durare a lungo dovrò selezionare i tornei».

Arrivederci Sinner, facciamo tutti il tifo per lui. Lo stop, dopo la finale di Wimbledon, sarà alla fine almeno di sei mesi, ci vorranno tempo e pazienza. E nel frattempo ci sarà anche tutto lo spazio per sistemare le cose al posto giusto. Dentro il campo e fuori.