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Tennis

Sinner, il ginocchio diventa una saga fra foto rimosse e quei troppi silenzi

Salterà Shanghai. Allarme dopo quasi 3 mesi di rinvii: l’annuncio dopo lo scatto con la tifosa vicino a una clinica ortopedica. E spunta un allenamento interrotto

Sinner sempre più nella storia. Solo in dieci sono riusciti a vincere (almeno) due Wimbledon di fila

A questo punto per avere notizie sulla salute di Jannik Sinner bisognerà telefonare a un ristorante di Lione. È una battuta, certo, se non fosse che il selfie regalato con la solita cortesia da campione a una ragazza del tavolo vicino è diventato notizia più del solito messaggio social ciclostilato pieno di buone intenzioni che rimanda all’anno prossimo: era diretto ai fan di Shanghai, l’ennesimo della serie. Insomma: ha fatto più il post su X e Instagram di una sconosciuta signorina francese che i soliti troppi silenzi. E a questo punto della vicenda cominciata il 12 luglio, dopo la vittoria a Wimbledon, possiamo pure dire che quel ginocchio ha qualcosa di serio, a meno che Jannik non abbia trovato il ristorante della vita a fianco alle cliniche dove si aggira bisturi in mano Bertrand Sonnery-Cottet, lo specialista di campioni in frantumi (ha appena operato lo juventino Locatelli). Profilo, Post e tag sono poi spariti dai social, e ciò ne amplia la portata. E allora: niente viaggio in Cina, e chissà se davvero Sinner si sia allenato così intensamente a Monte Carlo. In campo è sceso, ma spunta ora una sessione interrotta dopo 40 minuti con un «non ce la faccio...». Il resto è ingabbiato in un segreto di stato che ormai fa troppo rumore, e che contrasta per esempio con la trasparenza di Sofia Goggia, capace di spiegare tranquillamente il suo attuale malessere: «Ho preso in Argentina due virus, uno raro tra gli adulti che non si può curare: devo solo aspettare che passi». Su queste pagine avevamo scritto che l’andirivieni dal JMedical non poteva essere giustificato da una semplice infiammazione: per carità, abbiamo tirato a indovinare, ma forse siamo stati fortunati. Le parole sussurrate ad Anna Wintour alla Fashion Week («non essere in Australia a gennaio sarebbe un guaio»), suonano sinistramente profetiche: non è più il fatto di passare a Zverev il numero uno del mondo, o dei prossimi Masters 1000 e Atp Finals. Il punto è sapere come sta Jannik.

I suoi tifosi, che tengono in piedi la sua carriera con il loro affetto, hanno il diritto di saperlo. Se poi saltasse fuori che invece non ha niente ma è solo precauzione, meglio: siamo pronti ad offrire una cena al ristorante per festeggiare. Non a Lione, magari.