Dicono: finalmente Sinner rompe il silenzio. In realtà ha fatto parlare i suoi social, ripostando una foto della locandina del Six Kings Slam pubblicata dal funzionario del governo saudita Turki Al-Sheikh. Però, meno male, la notizia comunque c’è: rientra prima della fine dell’anno, a Riad, dov’era previsto nei quarti contro De Minaur prima del suo infortunio e prima che l’esibizione fosse spostata di due mesi. Si spera dunque di rivederlo il 27 dicembre, augurandoci che la situazione internazionale lo permetta.
Nel frattempo però Jannik ha fatto bene i conti, e qualcuno dice in tutti in sensi. È tornato ad allenarsi a Monte Carlo, si è messo nelle mani di Herbert Schoenhuber - chiamato Dottor Sci per aver rimesso a nuovo diversi campioni della neve dopo traumi e rotture -, ha preso cura del suo ginocchio infiammato come si deve. Può finalmente pensare al futuro in campo, e l’esibizione araba è una bella soluzione nel momento in cui la sua assenza ha causato alla ditta un bell’ammanco: un milione e mezzo per la presenza, sei per la vittoria già ottenuta nelle due prime edizioni. Ma come (dice sempre quel qualcuno): non era distrutto? Business is business, il tennis non è soltanto un gioco.
Solo che ora Sinner dovrà davvero stare più attento. E il perché è in un problema che avevamo tutti sotto gli occhi, ma che nessuno riusciva a vedere. Una foto di lui bambino mostra infatti come le sue ginocchia fossero già una specie di strabismo di Venere, la sua crescita improvvisa avrebbe poi acuito il tutto. Secondo alcuni esperti si chiama gonalgia iatrogena: deriva di solito da interventi chirurgici ma ha anche un aspetto genetico. Nel suo caso la conformazione fisica e il modo in cui gioca («sul campo si muove come uno sciatore» ha detto di lui Jessica Pegula) causano frizioni e dunque infiammazioni. La soluzione? Fisioterapia, solette speciali ed evitare il sovraccarico, e qui si ritorna al discorso degli Slam in serie giocati in serie in primavera. Di sicuro ha riferito uno specialista un’operazione per risolvere la questione sarebbe assurda. Giocare meno per giocare meglio: questo è il Sinner 3.0, a cominciare appunto dal torneo di Riad. Che poi, con tutti quei petrodollaroni, fa pure passare ogni malinconia.
Coppa Davis: i convocati di Volandri per la Final 8 di Bologna (24-29 novembre) sono Cobolli, Musetti, Darderi, Vavassori e Bolelli. Fuori (per ora) Berrettini: «Ho seguito la classifica, vedremo la situazione nelle prossime settimane».
