È finita nei tempi ma non nei modi previsti. Ma la certezza è che l’affetto e il rapporto tra Jannik Sinner e Darren Cahill resterà cementato nel tempo, aldilà di qualche malumore fatto trapelare dal super coach. È difficile dirsi addio dopo 5 anni così, però gli eventi degli ultimi mesi hanno accelerato una decisione che presa già un anno fa. La storia la conosciamo, resta ora da leggere il futuro. Per i post di sincero affetto espresso l’un l’altro tra giocatore, coach (Simone Vagnozzi) e gran consigliere rimandiamo i social: è parte di una delle pagine più vincenti del tennis, quelle di un ragazzo di talento raccolto nella Top 20 mondiale e restituito leader assoluto. Poi - come accade - il tempo produce graffi, e qualche decisione nel team allargato (l’ormai famosa programmazione dei Mille di inizio anno) ha messo la prima crepa: il resto lo ha fatto la gestione dell’infortunio
al ginocchio. Dunque ora la domanda è questa: saprà Magnus Norman, annunciato ieri in ingresso il 1° dicembre, raccogliere il testimone? La risposta è che ci sono ottime possibilità.
Si tratta, infatti, di un coach di prim’ordine: «Siamo stati tutti sciocchi a non averci pensato - ha detto l’ex campione Andy Roddick -: è perfetto per affiancare Sinner». In effetti, dopo essere stato numero 2 del mondo nel 2000 (perse a Roma e a Parigi solo da Guga Kuerten), lo svedese ha fatto il botto come allenatore. Ha preso in carico un buon tennista come Söderling e lo ha portato a due finali consecutive al Roland Garros e al quarto posto del ranking; ha affiancato Wawrinka, crollato dalla decima alla trentesima posizione, e lo ha trasformato in un triplo vincitore di Slam. È un grande stratega, sa alzare il livello, è stato uno specialista della terra rossa e da qui parte la missione di completare il giro dei Major. Sinner di lui apprezza la riservatezza (prima regola della real casa) e il fatto che sia ancora un po’ analogico, tanto da segnarsi gli appunti importanti su dei semplici quadernetti.
Per lo svedese dunque è la sfida della vita, che non è solo sostituire Cahill: infatti stavolta parte da un Numero Uno da riportare al numero 1, e il passato dice anche che quando Cahill ha lasciato un tennista al top (Hewitt, Agassi, la Halep) il meglio è rimasto dietro le spalle. La presenza di Vagnozzi garantisce che stavolta non succederà, a patto che si rimetta al centro la salute Sinner. Ed è qui che Norman dovrà rivelarsi Magnus.
