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Tennis

Sinner, un finale stonato. Cosa cambierà con Norman

Addio a Cahill dopo 5 anni e dentro il coach svedese che ha reso grande Wawrinka È riservato, stratega, sa alzare il livello ed è specialista sulla terra rossa. Obbiettivo Roland Garros

(FILES) Italy's Jannik Sinner (R) stands next to his Australian coach Darren Cahill during their men's qualifying stage tennis match for the 2026 Wimbledon Championships at The All England Lawn Tennis and Croquet Club in Wimbledon, southwest London, on June 24, 2026. Jannik Sinner confirmed on November 6, 2026 that Magnus Norman will replace his long-time coach Darren Cahill, who helped shape the Italian into the world's top tennis player. In a statement, world number two Sinner said that he would conclude his partnership with Cahill, which began in June 2022, "at the end of the 2026 season". (Photo by Adrian Dennis / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE

È finita nei tempi ma non nei modi previsti. Ma la certezza è che l’affetto e il rapporto tra Jannik Sinner e Darren Cahill resterà cementato nel tempo, aldilà di qualche malumore fatto trapelare dal super coach. È difficile dirsi addio dopo 5 anni così, però gli eventi degli ultimi mesi hanno accelerato una decisione che presa già un anno fa. La storia la conosciamo, resta ora da leggere il futuro. Per i post di sincero affetto espresso l’un l’altro tra giocatore, coach (Simone Vagnozzi) e gran consigliere rimandiamo i social: è parte di una delle pagine più vincenti del tennis, quelle di un ragazzo di talento raccolto nella Top 20 mondiale e restituito leader assoluto. Poi - come accade - il tempo produce graffi, e qualche decisione nel team allargato (l’ormai famosa programmazione dei Mille di inizio anno) ha messo la prima crepa: il resto lo ha fatto la gestione dell’infortunio

al ginocchio. Dunque ora la domanda è questa: saprà Magnus Norman, annunciato ieri in ingresso il 1° dicembre, raccogliere il testimone? La risposta è che ci sono ottime possibilità.

Si tratta, infatti, di un coach di prim’ordine: «Siamo stati tutti sciocchi a non averci pensato - ha detto l’ex campione Andy Roddick -: è perfetto per affiancare Sinner». In effetti, dopo essere stato numero 2 del mondo nel 2000 (perse a Roma e a Parigi solo da Guga Kuerten), lo svedese ha fatto il botto come allenatore. Ha preso in carico un buon tennista come Söderling e lo ha portato a due finali consecutive al Roland Garros e al quarto posto del ranking; ha affiancato Wawrinka, crollato dalla decima alla trentesima posizione, e lo ha trasformato in un triplo vincitore di Slam. È un grande stratega, sa alzare il livello, è stato uno specialista della terra rossa e da qui parte la missione di completare il giro dei Major. Sinner di lui apprezza la riservatezza (prima regola della real casa) e il fatto che sia ancora un po’ analogico, tanto da segnarsi gli appunti importanti su dei semplici quadernetti.

Per lo svedese dunque è la sfida della vita, che non è solo sostituire Cahill: infatti stavolta parte da un Numero Uno da riportare al numero 1, e il passato dice anche che quando Cahill ha lasciato un tennista al top (Hewitt, Agassi, la Halep) il meglio è rimasto dietro le spalle. La presenza di Vagnozzi garantisce che stavolta non succederà, a patto che si rimetta al centro la salute Sinner. Ed è qui che Norman dovrà rivelarsi Magnus.

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