Alla vigilia del terzo anniversario del 7 ottobre, gli israeliani sanno che la strage può ripetersi. E non è solamente un cattivo presentimento. Il livello di allarme legato alla minaccia terroristica è stato elevato in base a precise informazioni di intelligence e fa riferimento a minacce in vista delle elezioni del 27 ottobre in Israele. Domenica sera, nel corso del gabinetto politico di sicurezza, il capo dello Shin Bet, David Zini, ha comunicato ai ministri un’allerta d’intelligence specifica e preoccupante. Secondo le informazioni ottenute dal servizio segreto interno, «Hamas sta intensificando gli sforzi per organizzare un attacco complesso o un’operazione mirata di rapimento» a ridosso del voto o subito dopo. L’obiettivo è «generare un forte impatto mediatico, perturbare l’agenda politica e di sicurezza israeliana, influenzare la situazione operativa».
L’allarme arriva a cinque giorni dalla tragedia sfiorata dell’aereo FlyDubai, con il copilota deciso a schiantarsi su Tel Aviv e che lunedì ha dichiarato agli inquirenti di aver agito «per vendicare Gaza» e perché voleva «morire da martire». L’allerta ricorda le parole pronunciate solo un giorno prima dal capo del governo Benjamin Netanyahu: «Abbiamo segnali che, in vista del voto, i nostri nemici cercheranno di attaccarci», aveva detto in un video girato nella base dell’Aeronautica militare di Tel Nof. Negli stessi giorni era emerso che l’Idf è in allerta massima a Gaza dove, secondo i servizi militari, Hamas starebbe pianificando di rapire un soldato israeliano per il terzo anniversario del 7 ottobre.
Tuttavia la minaccia non arriva solo dalla Striscia. La preoccupazione maggiore riguarda la Cisgiordania, dove la situazione si è fatta sempre più incandescente a causa degli attacchi quotidiani dei coloni israeliani estremisti contro i residenti palestinesi. L’apparato di sicurezza israeliano si sta preparando a impedire qualsiasi tentativo di attacco terroristico e ha rafforzato la propria presenza su tutti i fronti. Il capo dello Shin Bet, David Zini, ha riferito ai ministri, durante una riunione del governo, che se la sua unità non riuscirà a contenere la violenza dei coloni con gli strumenti attualmente a sua disposizione, potrebbe chiedere alle autorità di essere nuovamente autorizzata a porre i coloni violenti in detenzione amministrativa.
