Nel corso dell’intervista, Nunzia De Girolamo torna sulle parole di Gabriele Salvatores, chiedendo a Barbareschi se davvero, come sosteneva il regista, abbia usato tutto e tutti per la propria carriera. «Questa è stata una cosa di cui Gabriele mi ha chiesto scusa, perché mi ha molto ferito. Io non ho mai usato tutto e tutti, non ho mai usato le persone», risponde l’attore.
Poi aggiunge: «Questa frase secondo me l’ha detta in un momento di confusione sua e io accetto le sue scuse».
Il confronto si sposta sul rapporto tra spettacolo e politica. «Mi ha definito topo di ministero», racconta Barbareschi riferendosi a Salvatores. E replica: «Chi non è stato topo di ministero in questo Paese scagli la prima pietra, perché è un Paese dove se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna».
Tra le confessioni più personali c’è la difficoltà ad accettare i propri successi. Alla domanda se ci sia una grande bugia che abbia raccontato a se stesso, Barbareschi risponde: «Mi sono sempre svalutato perché purtroppo, per come sono fatto io, sono il re dell’autosabotaggio».
Anche davanti al successo, spiega, «la prima cosa che penso è di non meritarmelo». Quando la De Girolamo richiama la sindrome dell’impostore, lui conferma: «Esatto, sindrome dell’impostore».
C’è spazio anche per il rapporto con Lucrezia Lante della Rovere. «Mi sono innamorato, punto, e tuttora le voglio un gran bene. Sono stato un po’ il suo pigmalione». Di quella relazione ricorda una frase di Lucrezia: «Il limite della mia sofferenza è più basso del tuo».
Nunzia De Girolamo gli domanda se si siano lasciati pur amandosi. «No, no, mi ha lasciato lei», precisa Barbareschi.
