Insomma ora ci sono anche le date: «Il 23 dicembre saluterò i miei ascoltatori, sarà il mio ultimo giorno alla conduzione del Tg de La7». E poi, dopo le vacanze di Natale, potrebbe esserci un nuovo Enrico Mentana in città. Oppure potrebbe restare tutto uguale, chissà. Lui al Giornale spiega che «l’annuncio non arriva certo come un fulmine a ciel sereno». D’accordo, il cielo da mesi è abbastanza nuvoloso, ma non ci si aspettava che piovesse così a bruciapelo. In ogni caso, ieri, durante una chiacchierata a margine del Premio Franco Marchiaro di Alessandria, uno dei più celebri anchorman italiani ha messo un punto che sembra decisivo alla sua parabola da conduttore tv. Ventitré dicembre. Ultimo giorno. Conduzione del telegiornale. La7.
Nel mondo frastagliato dell’informazione italiana, Mentana è uno dei pochi «format» che siano riusciti a resistere per decenni cambiando nel tempo, adattandosi alle esigenze, creando un nuovo modo di comunicare.
Prima alla Rai, da giovane promessa. Poi a Mediaset come plasmatore del primo telegiornale extra Rai che sia arrivato a insidiare il primato del Tg1 se non come ascolti senza dubbio come autorevolezza e peso specifico. E infine a La7 dove in sedici anni ha costruito una «gioiosa macchina da guerra» (absit iniuria verbis) che detta il ritmo dell’informazione specialmente politica, che è centrale persino nel mercato dei meme sui social, che è diventata anche un polo attrattivo nelle giornate perno dell’informazione televisiva grazie alle ormai celebri «maratone» su questo o quell’argomento, che siano le elezioni politiche o amministrative oppure i grandi casi di cronaca.
Negli scorsi mesi, come ci spiega lui, «erano state numerose le mie esternazioni di insoddisfazione per la piega che ha preso l’informazione de La7». E, come spesso accade, il tam tam si era espanso fino a dare per certe voci di ogni tipo, l’ultima delle quali è uscita l’altro giorno su Dagospia e si riferiva a un incontro decisivo con Cairo il 9 novembre prossimo. «Evidentemente
non c’era e non ha motivo di esserci» dice lui. Oltretutto, senza smentite, sono circolate tante voci sul possibile interessamento della Rai o di Mediaset o del nuovo editore di Repubblica per portare via Mentana a Cairo.
Tant’è.
Rimane il fatto che ora c’è una data certa, ossia il 23 dicembre. Da quel giorno, anzi da quella sera, il destino professionale di Mentana è tutto da scoprire per noi. Potrebbe esserci qualche svolta clamorosa, ma non imprevista, ossia il suo passaggio ad altri gruppi editoriali. Mah. Oppure potrebbe rinnovare il contratto in scadenza e rimanere a La7 semplicemente smettendo di condurre, una scelta che sarebbe comprensibile dopo decenni di inflessibile ed estenuante conduzione. Chissà. Lui garantisce che dopo il 23 «farà le vacanze di Natale». Poi anno nuovo e anche nuovo Mentana. Forse.
