Nulla sembra cambiato: un’udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, l’udienza generale in piazza San Pietro con annesso il giro in papamobile, le nomine e l’attività ordinaria. E poi, i sorrisi, il volto disteso, i messaggi forti e chiari su vita e famiglia. Ritorno (quasi) alla normalità per Papa Leone, a otto giorni dall’asportazione di un adenocarcinoma. Quasi, perché comunque gli incontri restano parcellizzati e, al momento, più corti rispetto al normale. È quella «graduale» ripresa che aveva annunciato lo stesso Leone all’Angelus di domenica, il giorno dopo avere lasciato il Gemelli. Ottime le notizie comunicate dal suo medico Luigi Carbone e dal chirurgo Stefano Margaritora: l’adenocarcinoma era localizzato e l’esame istologica conferma che non siano necessarie ulteriori terapie.
Prevost sfida anche il maltempo e abbraccia la folla nel consueto giro a bordo della papamobile. Unica precauzione: il tettuccio trasparente sulla vettura bianca per proteggerlo dall’acqua. La prima vera giornata di lavoro del Pontefice, dopo due giorni di riposo (domenica aveva recitato l’Angelus dal Palazzo Apostolico), inizia con l’udienza ai partecipanti al Convegno La santità nella storia, promosso dal dicastero delle Cause dei Santi. Primo incontro dopo il ricovero e l’intervento al Gemelli. La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana, dice il Papa nel suo discorso. Non è affaticato, Leone, legge in modo deciso e senza affanno. Poi il bagno di folla in piazza San Pietro. In 30mila accolgono il ritorno in piazza di Leone: applausi, slogan, striscioni e bandiere. Il Papa benedice bambini, saluta i fedeli con una normalità disarmante, senza rinunciare al contatto diretto con la gente.
Poche parole prima di cominciare la catechesi: «Grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità». Prevost prosegue la riflessione sui documenti del Concilio Vaticano II, rivolgendo l’attenzione all’amore coniugale e alla fecondità matrimoniale, che osserva «non si limita all’attrattiva erotica, che pure integra in sé» ma «coinvolge tutta la volontà degli sposi». E ribadisce l’indissolubilità del matrimonio. Da San Pietro è arrivato anche una nuova condanna all’aborto. «La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura». A mezzogiorno è arrivata anche una nomina, quella di un nuovo vescovo brasiliano. Insomma, il Papa è tornato. Più Leone che mai.
